“Ciao mi chiamo Nina e sono una «baby doccia»: faccio sesso nel bagno della scuola”

“La prima volta mi è capitato perché mi annoiavo e non sapevo che fare durante una lezione. Questo ragazzo mi ha mandato il messaggio con le tre S e io sono uscita e l’ho raggiunto”

baby doccia

Il Fatto intervista una ragazzina di Napoli, Nina (nome di fantasia) che spiega il fenomeno delle “baby doccia” chiamate così perché fanno sesso nei bagni di scuola una volta al giorno. Nina spiega come ha iniziato:

“Il primo anno di liceo, nella mia classe, quasitutte avevano già perso la verginità. Io mi trovavo un po’ fuori posto”, racconta Nina (nome di fantasia). “Le mie amiche facevano cose già più spinte, andando con più di un ragazzo a volta. E ingenuamente ho cominciato anche io a interessarmi, a chiedere…”

E come funzionava il giro delle baby doccia, il segnale è un messaggio sul cellulare: “SSS ”, che è la richiesta di un incontro veloce. Basta dire ok e si va subito nei bagni:

“La prima volta mi è capitato perché mi annoiavo e non sapevo che fare durante una lezione. Questo ragazzo mi ha mandato il messaggio con le tre S e io sono uscita e l’ho raggiunto. Le mie amiche mi aspettavano su di giri al ritorno, sono stata al centro dell’attenzione per giorni. Dopo la prima, la seconda, la terza volta diventa normale. Il rapporto con questi ragazzi? C’era molta indifferenza, come se non stesse succedendo nulla”

Che fosse normale si capisce anche dal fatto che essere una baby doccia fosse abbastanza comune tra le ragazze:

“Nel mio gruppo eravamo sei o sette, erano tutte baby doccia. Non c’era nessuna che non l’aveva fatto, anche perché sennò nona vrei cominciato neppure io. Però non lo facevo spesso, mi capitava due o tre volte al mese. Per il primo mesetto andavo sempre con lo stesso ragazzo, poi lui si è trovato un’altra. Ma non ero gelosa perché non era una cosa seria, altrimenti avrei preferito una relazione invece che continuare a incontrarci nei bagni di scuola. Poi ho cominciato a cambiare partner anche io”.

Ma perché una ragazza inizia a fare la baby doccia?

“Non lo facciamo per raggiungere il piacere, ma giusto per il piacere di farlo. Lo stato d’animo dopo? Non ci pensavo tanto. Provavo a non pensarci troppo. Perché altrimenti cominciavo a dire: forse sto sbagliando, forse non dovrei vendermi così tanto, con tutti questi ragazzi. Ma era una cosa che mi divertiva. Aveva significato solo se il ragazzo mi piaceva, altrimenti non mi faceva né caldo né freddo”

Tempo fa si era parlato di ragazze doccia nelle scuole private milanesi. Adolescenti che si vendevano in cambio di qualcosa:

La Procura presso il tribunale per i minorenni di Milano ha aperto una ‘indagine conoscitiva’ sulle otto ragazzine che secondo l’équipe di Luca Bernardo, direttore del reparto di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano, si sarebbero prostituite a scuola nel capoluogo lombardo e sono state definite dai loro coetanei ‘ragazze doccia’. Si tratta di adolescenti che hanno usato il corpo per irretire coetanei offrendo prestazioni sessuali in cambio di ricariche del cellulare, telefonini e altri beni materiali. Una realtà che hanno vissuto nel 2009 otto ragazzine milanesi, sette delle quali di famiglie benestanti e iscritte a scuole private, che erano venute fuori grazie al percorso di riabilitazione intrapreso presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano con l’équipe di Bernardo.

Ma per Nina e le sue amiche l’unica ricompensa è “il piacere di farlo”

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