Martina Levato incinta: cosa succederà al bambino?

Il Tribunale minorile potrebbe anche decidere di avviare il procedimento di affido o addirittura di adottabilità

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Cosa succederà al bimbo figlio di Alexander Boettcher e Martina Levato, condannati ieri a a 14 anni di carcere ciascuno per aver aggredito con l’acido il 22enne Pietro Barbini il 28 dicembre scorso a Milano? Repubblica spiega che potrebbe essere dichiarato adottabile:

I giudici hanno anche rinviato al Tribunale per i Minorenni ogni decisione sul futuro del figlio di cui Martina Levato è incinta all’ottavo mese. Sia Patrizia Ravasi, madre di Boettcher,sia i genitori della Levato avrebbero riferito ai propri legali di essere disponibili a fare «tutto il possibile» perché il nascituro abbia un’infanzia serena, pur nascendo con entrambi i genitori carcerati. Il Tribunale minorile potrebbe anche decidere di avviare il procedimento di affido o addirittura di adottabilità. Ieri Martina Levato, nonostante stesse male per ragioni connesse alla gravidanza, ha voluto essere in aula per dirsi «molto dispiaciuta» per quello che ha fatto e per «chiedere il perdono» all’ex compagno di liceo Pietro Barbini, che oggi studia economia a Boston. Dopo l’aggressione ha dovuto sottoporsi a 14 interventi chirurgici. L’aggressione oltre a «sfigurare in modo definitivo» il suo volto,gli hacomportato «menomazioni permanenti della vista».

Il legale di Martina Levato intanto vuole chiedere una revisione della sentenza in base alla incapacità di intendere e di volere della ex studentessa:

Leggeremo le motivazioni e poi faremo ricorso in appello, per chiedere una revisione di questa sentenza”: lo ha spiegato l’avvocato Daniele Barelli, difensore di Martina Levato, condannata a 14 anni di reclusione insieme all’amante Alexander Boettcher per aver sfregiato con l’acido lo studente Pietro Barbini, lo scorso 28 dicembre a Milano. “La questione principale è la capacità di intendere e di volere di Martina Levato – ha proseguito -, ci sono problemi seri che devono essere analizzati attraverso un lungo percorso di cura”. Secondo l’avvocato, la condanna “potrà pregiudicare” anche un’ eventuale futura decisione del Tribunale per i minorenni sull’affidamento del figlio della studentessa, che è incinta.

IL BIMBO DI MARTINA LEVATO FRUTTO DI UN PATTO SEGRETO? – “Martina mi propose un patto e mi disse ‘io andrò in carcere per purificarmi, ma tu devi darmi un figlio'”. L’ennesimo colpo di scena nella vicenda della cosiddetta ‘coppia diabolica’ è contenuto in un memoriale depositato ai giudici e scritto da Alexander Boettcher, amante di Martina Levato. La difesa del giovane ha chiesto per lui l’assoluzione perché, malgrado abbia accettato quel patto dicendo “mi sembra la cosa giusta”, Boettcher “non era consapevole” dell’aggressione a Barbini. Nel memoriale di una quarantina di pagine, che Boettcher ha depositato ai giudici della nona sezione penale nel processo sul caso Barbini senza anticiparne i contenuti nemmeno al suo legale, l’avvocato Ermanno Gorpia, il broker spiega che la sua amante, lo scorso settembre, “mi propose un patto del genere ‘io vado in carcere per 10 anni, così mi purifico dalle mie precedenti relazioni, ma tu mi devi dare un figlio'”. E Boettcher, stando a quanto scritto da lui stesso, ha accettato dicendo: “mi sembra la cosa giusta”. Il legale Gorpia nella sua arringa ha, però, chiarito che, pur accettando quel patto, Boettcher la sera del 28 dicembre scorso, quando si presentò in via Giulio Carcano a Milano dove venne aggredito Pietro Barbini, “non era consapevole che la ragazza avesse lanciato dell’acido contro il suo ex compagno di scuola, perché Martina non gli aveva mai detto cosa comportasse quel suo percorso di purificazione”. Stando alle indagini, Boettcher, dopo il lancio dell’acido, avrebbe inseguito Barbini con un martello in mano, ma per la difesa quel martello “l’aveva portato Magnani”, il presunto complice, e “Alexander inseguiva il ragazzo perché lui era arrivato dopo e non sapeva cosa fosse successo e sentiva solo Martina urlare”. Tra l’altro, secondo la difesa, Martina aveva già iniziato il suo “percorso di purificazione” parlandone “già nell’aprile del 2014 in un messaggio a Barbini”. In subordine, la difesa ha chiesto l’esclusione delle aggravanti contestate, ossia i motivi abietti, la crudeltà e la premeditazione. Nessun accenno, invece, da parte della difesa di Boettcher ad un vizio di mente.

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