Quanto alcol aveva in corpo Domenico Maurantonio quando è morto?

“Quantità da coma etilico”

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Il Corriere della Sera dopo la notizia che Domenico Maurantonio sarrebe stato da solo quando è caduto dalla finestra del quinto piano dell’hotel Da vinci a Milano, caduta che ne ha provocato la morte, spiega che lo studente aveva bevuto molto alcol:

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(I compagni di Domenico) sono stati accusati di non aver raccontato tutta la verità su quella notte. Una parte del loro racconto resta avvolta nel mistero, perché continua a sembrare improbabile che Domenico abbia bevuto pochi minuti prima di morie così tanto alcol (un tasso nello stomaco da coma etilico) mentre tutti gli altri dormivano. Ma è altrettante improbabile che nonostante i ripetuti interrogatori el e intercettazioni telefoniche e delle chat, i ragazzi non abbiano mai fatto un passo falso. «Ci hanno buttato addosso moltissimo fango, abbiamo sempre detto la verità», dicono i compagni. Secondo le indiscrezioni, dai test scientifici non sono emerse finora prove della presenza di alcuna persona insieme a Domenico al momento della caduta. Quindi il 19enne era solo al momento della morte. Ha avuto un malore? Perché non ha usato il bagno della stanza ma ha «sporcato» il corridoio dell’albergo? Forse per una goliardata (nessuna traccia di lassativo) è stato chiuso fuori dalla camera? Domande ancora senzarisposta. Così come resta aperta l’ipotesi di un gesto volontario, un suicidio magari per l’imbarazzo provato, specie in considerazione del moltissimo alcolbevuto prima di morire.

A poco più di un mese dalla morte di Maurantonio, le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Claudio Gittardi e Giancarla Serafini, tenderebbero quindi, da quanto si è appreso, ad escludere che, quando Domenico è volato giù, fosse presente con lui vicino alla finestra una seconda persona. E’ quanto emergerebbe dagli elementi raccolti finora dagli investigatori, tra cui intercettazioni (sono stati anche analizzati i messaggi WhatsApp dei compagni di classe) e verbali di testimonianze. Nessun ospite dell’albergo, tra l’altro, ha sentito urla o confusione in quel corridoio dell’hotel nelle prime ore del mattino (Maurantonio sarebbe morto tra le 5.30 e le 7). Quando saranno completate le analisi genetiche e tossicologiche e la sperimentazione cinetica sulla caduta ritenuta “a piombo”, e cioè rasente il muro dell’ala dell’albergo, si potrà avere anche un’idea più chiara della posizione di Domenico rispetto alla finestra quando è caduto, ossia se fosse, ad esempio, seduto o in piedi sul davanzale. Devono essere ancora terminati anche gli accertamenti sul Dna trovato sotto le sue unghie, mentre non sarebbero state trovate tracce di materiale biologico sul livido riscontrato su un braccio dello studente. Al momento verrebbe escluso che il livido sia stato provocato da qualcuno nel tentativo di trattenere il braccio. Si tratta, comunque, secondo le analisi, di un’ecchimosi “importante”, ma che nessuno avrebbe notato nelle ore precedenti. Sarà da stabilire se anche quel livido possa essere collegato alla caduta. Infine, dalle tante testimonianze raccolte, tra cui quelle dei genitori (si sono presentati in Procura tre giorni fa), non sarebbero emersi motivi di una volontà suicida e gli inquirenti continuano ad indagare su qualche anomalo comportamento da parte del giovane, che aveva bevuto alcolici, nel corso della nottata. Il ragazzo si era sicuramente sentito male, tanto che nel corridoio sono state trovate feci. Sulle ragioni del volo dalla finestra, in ogni caso, non ci sono ancora elementi chiari.

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