La fine della storia del pastore che si vuole dare fuoco se i matrimoni gay vengono approvati

Brutte notizie raga

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Un po’ tutti abbiamo riso e sperato, alcuni addirittura offrendo fiammiferi o accendini, alla notizia circolata sui social network del pastore Rick Scarborough che raccontava di volersi dare fuoco nel caso in cui la Corte Suprema avesse legalizzato i matrimoni gay in tutti gli Stati Uniti. Sappiamo tutti come è andata a finire: la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il matrimonio è un diritto garantito dalla Costituzione anche alle coppie omosessuali. Questo significa che tutti gli Stati del Paese dovranno permettere a due persone dello stesso sesso di sposarsi e riconoscere i matrimoni omosessuali contratti in qualsiasi parte del Paese. Finora, la questione era stata lasciata in mano ai singoli Stati: 37 quelli che hanno deciso, nel corso degli anni, di legalizzare le nozze omosessuali (più il District of Columbia). Con la decisione anche gli altri stati dovranno adattarsi, anche se alcuni potrebbero provare a resistere.Tutto il mondo dopo la notizia sta esultando e festeggiando colorando con i colori del pride, l’arcobaleno, le proprie foto sui social network:

celebrate pride adinolfi

e dunque? È pronta la marinata per il barbeque? Purtroppo no. Infatti, come spiega HuffPo che ha contattato il suo ufficio stampa, Rick Scarborough spiega di “essere stato frainteso”. Ebbene sì, come il miglio Berlusconi dei tempi andati, l’ex pastore racconta che l’audio che è diventato virale

in cui diceva “Non abbiamo intenzione di piegarci, non abbiamo intenzione di piegarci, e se necessario, ci bruceremo” non si riferiva ad una reale promessa di falò, ma stava parafrasando il testo di una canzone “spirituale” e che la frase «”Noi bruceremo” significa che accetteremo ogni sanzione da parte del governo per resistere alla decisione della Corte Suprema. Non sosteniamo alcuna violenza o danno fisico». Delusi?

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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