Maria Luisa Fassi: l’impronta inzuppata di sangue dell’assassino della tabaccaia

Tutte le tracce esaminate nelle indagini

Maria-Luisa-Fassi

Sul Corriere della Sera viene riportato un particolare interessante sul caso della morte di Maria Luisa Fassi, la tabaccaia uccisa ad Asti con numerose coltellate:

L’assassino ha lasciato la sua firma: l’impronta della suola della scarpa destra inzuppata del sangue di Maria Luisa Fassi sul marciapiede di fronte alla tabaccheria dove sabato alle 7,30 è avvenuto l’omicidio. Per una decina di metri i carabinieri della sezione scientifica del Ris,hanno seguito le tracce ematiche lungo corso Volta e nel negozio sono state trovate molte impronte digitali. Tra queste, gli investigatori confidano di isolare anche quelle del killer.

MARIA LUISA FASSI: LE IPOTESI SULL’OMICIDIO – A chi appartengono quelle impronte? Secondo il padre della vittima c’era qualcuno, un cliente, che “le dava fastidio”:

Un solo sospetto emergerebbe dai racconti di Piero Fassi, il padre di Maria Luisa: «C’era una persona che le dava fastidio». Un cliente assiduo della tabaccheria che acquistava a credito perché la vittima, madre di due bambini, non sapeva dire di no: «Non sono due o tre euro in più o in meno — commentava — che fanno la differenza». Piero Fassi di quell’uomo, però, non avrebbe saputo dire di più e qualche indicazione sulla sua identità i carabinieri l’avrebbero raccolta dai negozianti di corso Volta. Tre i possibili moventi: la rapina (mancavano dei soldi;pochi, perché l’incasso del giorno precedente era nascosto nel retro), la lite o un’offesa, il rifiuto ad una avance.

MARIA LUISA FASSI: COSA C’È NELLE REGISTRAZIONI VIDEO? – Da ieri i carabinieri di Asti stanno esaminando le registrazioni video, di impianti pubblici e privati per ottenere una traccia dell’assassino che ieri mattina verso le 7,35 ha ucciso la tabaccaia, Maria Luisa Fassi, 54 anni, accoltellata nel suo negozio con numerosi fendenti. Numerosi i video acquisiti, dai sistemi di videosorveglianza di negozi, edifici della zona, distributori di benzina. Al momento, spiega il maggiore dei carabinieri Marco Pettinato, non c’e’ alcun testimone oculare del delitto, scoperto da un cliente ieri mattina, né qualcuno che abbia sentito qualcosa dell’aggressione. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Quella della rapina – sono stati portati via 400 euro – sembra pero’ incompatibile con la particolare ferocia dell’esecuzione anche se, sul numero delle coltellate inferte alla vittima – in un primo momento si e’ parlato di 25 – non c’e’ alcuna sicurezza. In queste ore si sta cercando di allargare la lista dei possibili testimoni, di chi si trovava nelle vicinanze della tabaccheria, a cominciare dagli altri negozianti della zona, nell’ora del delitto. Mentre i familiari che ieri sono stati in ospedale dove si e’ tentato inutilmente di salvare la donna saranno ascoltati nelle prossime ore

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