Antonio Intellicato: morto di bullismo e omofobia

Il ragazzo di Cerignola si è suicidato. Era diventato “famoso” perché suo fratello lo aveva accoltellato a causa della sua omosessualità

antonio intellicato

Si può morire di bullismo e omofobia? Si può vivere in una famiglia che non tollera la tua omosessualità al punto che tuo fratello ti prenda a coltellate per cancellarla? Purtroppo sì. Chissà quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una vita difficile, troppo difficile per poter andare avanti. Quando il peso di ogni passo diventa insopportabile, quando ogni momento è una stilettata, quando tutti i pensieri che hai in testa non sono altro che ferite, ferite dolorose, può succedere. Quando una persona viene lasciata sola di fronte a tutto questo può decidere che non vale più la pena. E non è colpa sua. Noi dove stavamo? Ecco la storia di Tonino, come Antonio Intellicato veniva chiamato da tutti:

Ha deciso di togliersi la vita assumendo un cocktail di medicinali, che gli è stato fatale. E’ morto così Antonio Intellicato, 40enne cerignolano conosciuto da tutti in città come ‘Tonino’. Dietro al gesto estremo, compiuto in nottata , molto probabilmente le difficoltà di una vita travagliata.

Intellicato quattro anni fa fu protagonista, suo malgrado, di un altro fatto di cronaca. Fu accoltellato, dopo una lite scoppiata per futili motivi, dal fratello minore. In realtà, come appurarono le indagini, a causare la furia del familiare fu un’altra cosa. Secondo il fratello, l’omosessualità di Tonino rendeva la vita difficile a tutta la famiglia e per questo motivo si scagliò contro di lui.

E quello che gli successe quando il fratello minore lo accoltellò:

Non poteva più sopportare i sorrisetti ironici dei suoi concittadini, gli insulti e le allusioni all’omosessualità del fratello maggiore. In un eccesso d’ira Pasquale Intellicato, 20 anni, un giovane di Cerignola ha afferrato due coltelli e ha infierito sul fratello: “Sei il disonore della famiglia”. Una brutta vicenda che ha sconvolto il piccolo centro della Puglia, dove i pregiudizi hanno giocato un ruolo fondamentale. E’ terminata in maniera drammatica ma sarebbe potuta finire in tragedia se non fosse stato per l’intervento tempestivo dei sanitari del 118.

Il giovane Intellicato si trovava a casa dei genitori quando ha iniziato a litigare col fratello Antonio, 36 anni, per futili motivi. Accanto a loro c’erano anche la mamma e un terzo fratello, ignari di quel che stesse per accadere. Tra una parola e l’altra, Pasquale ha pesantemente insultato per l’ennesima volta il fratello maggiore, poi ha afferrato due coltelli da cucina e ha iniziato a colpirlo, perché l’omosessualità di Antonio gli rendeva la vita difficile e disonorava l’intera famiglia. Lo ha fatto per ben 19 volte, soprattutto all’altezza del torace. Non c’era premeditazione nel suo gesto, perché il giovane non aveva portato i coltelli con sé, ma certamente la volontà di uccidere il fratello a sangue freddo non gli è mancata.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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