“Brucia all’inferno”: i commenti sul suicidio del presunto killer del gioielliere

Nessuna pietà per Ludovico Caiazza. La parola “presunto” davanti a killer sembra un optional superfluo per quasi tutti

Ludovico Caiazza killer gioielliere 8

Si è suicidato in una cella del carcere di Regina Coeli Ludovico Caiazza, il 32enne ritenuto il presunto killer di Giancarlo Nocchia, il gioielliere romano ucciso durante una rapina mercoledì scorso nel suo negozio di via dei Gracchi nel centralissimo quartiere Prati. E’ stato trovato impiccato con un lenzuolo intorno alla mezzanotte dagli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo dei detenuti del reparto grande sorveglianza del carcere romano. Inutili i soccorsi, perché all’arrivo dell’ambulanza del 118 per lui non c’era più nulla da fare. Secondo quanto si è appreso, il suicidio è avvenuto nella tarda serata di ieri e l’uomo era da solo nella cella. Caiazza era stato fermato ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma su un treno all’altezza di Latina. Ecco come la notizia è stata commentata su Facebook. Ecco cosa pensano i lettori di Repubblica ad esempio:

Ludovico Caiazza killer gioielliere

Ludovico Caiazza killer gioielliere 1

Per fortuna c’è anche chi ricorda che non siamo tutti giudici

Ludovico Caiazza killer gioielliere 2

e che prima di essere condannati, da vivi, si ha diritto ad un regolare processo.

Ludovico Caiazza killer gioielliere 3

Invece gli utenti della pagina Facebook del Giornale l’hanno presa così:

Ludovico Caiazza killer gioielliere 4

Tira molto anche la corrente “tanto se fosse rimasto vivo sarebbe uscito dopo poco”

Ludovico Caiazza killer gioielliere 5

Ludovico Caiazza killer gioielliere 5.JP

 

E anche i complottisti si prendono la loro quota di commenti:

Ludovico Caiazza killer gioielliere 6

 

Ludovico Caiazza killer gioielliere 7

 

Insomma nessuna pietà, e la parola “presunto” davanti a killer sembra un optional superfluo per quasi tutti.

 

LUDOVICO CAIAZZA E L’OMICIDIO DEL GIOIELLIERE A ROMA PRATI – Quando è stato bloccato aveva con sé il cellulare della vittima, una pistola addosso e un’altra nel borsone dove custodiva anche decine di gioielli, alcuni con la targhetta della gioielleria di via dei Gracchi e contanti. Gli investigatori lo stavano cercando da giorni. I sospetti si sarebbero concentrati sul pregiudicato 32enne fin da subito con i primi risultati dei rilievi tecnici effettuati dai carabinieri del Ris che hanno isolato impronte digitali e tracce biologiche all’interno del laboratorio dell’orafo e su un portagioielli che durante la fuga il rapinatore ha perso in strada. Ma l’uomo era riuscito a far perdere le sue tracce lasciando la Capitale la sera del ‘colpo’. Per quattro giorni neanche la compagna e i familiari avevano avuto sue notizie. Ieri ha effettuato una telefonata a un suo amico di Latina spiegandogli che era intenzionato a tornare a Roma per prendere alcune cose e poi ripartire. Così i militari del Nucleo investigativo hanno controllato con personale in borghese tutti i treni diretti nella Capitale e lo hanno fermato su un convoglio partito da Caserta

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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