“Così ho ucciso Ismaele Lulli”

Il racconto di Igli Meta

ismaele lulli

Quarantacinque minuti. Questo il tempo necessario per attirare con una trappola e uccidere Ismaele Lulli, lo studente di 17 anni di Sant’Angelo in Vado, trovato sgozzato in un boschetto a pochi chilometri dalla sua citta’. La ricostruzione effettuata dagli inquirenti non lascerebbe dubbi, anche per via di una serie di errori grossolani che i due albanesi, Igli Meta e Mario Nema, hanno commesso. “Ti passiamo a prendere in macchina e andiamo al fiume per fare il bagno”, gli hanno scritto via sms per attirarlo in trappola. Sul cellulare della vittima, infatti, ci sono le impronte digitali che il Ris attribuisce ai due albanesi. Una volta in macchina, Ismaele e’ stato condotto alla Croce, il luogo della sua esecuzione: la mano che l’ha ucciso, che per gli inquirenti e’ quella di Igli Meta, ha usato un’arma tagliente, molto probabilmente un coltello, che non e’ stato ancora ritrovato. Un colpo secco tirato alle spalle della vittima, che e’ rimasta quasi decapitata. Quarantacinque minuti dopo, dunque, l'”amicizia colpevole” tra Ambra e Ismaele era stata punita. E come se nulla fosse i due amici albanesi, dopo aver giustiziato lo studente vadese, sono andati a fare il bagno al fiume

Il Corriere della Sera pubblica il racconto di Igli Meta:

«È vero che l’ho condotto alla chiesetta e l’ho legato alla croce. Ma era per spaventarlo. Volevo che dicesse davanti ad un testimone di avereavuto un rapporto con lamia fidanzata. Poi ho perso la testa». «Prima ho messo sotto torchio Ambra,la mia fidanzata, che ha ammesso di aver avuto una relazione con Ismaele. L’ho convinto a farsi legare fino al torace, per simulare un vero interrogatorio. Poi quando lui ha continuato a negare gli ho sferrato un calcio e un pugno. A questo punto ho perso la testa e ho tirato fuori il coltello e l’ho sgozzato».

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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