Ambera Saliji ammette: «Ho mandato io l’sms esca a Ismaele»

La fidanzata di Igli, il killer di Ismaele Lulli, non è comunque indagata

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«Ho mandatoio l’sms esca a Ismaele, ma non sapevo che Igli volesse ucciderlo». Come racconta Repubblica Ambera Saliji, la 19enne macedone fidanzata di Igli Meta il killer di Ismaele Lulli, durante l’incidente probatorio durato sei ore davanti al gip e al pmIrene Lilliu ha ammesso l’invio del messaggio che ha indotto Ismaele a presentarsi all’appuntamento mortale.

La ragazza rimane testimone informata dei fatti,non indagata. In un’altra stanza hanno seguito il suo interrogatorio i due albanesi,accusati di omicidio premeditato: Igli Meta e Marjo Mema.«Igli mi ha portato alla croce dove è morto Ismaele tre giorni prima dell’omicidio. Mi ha dato uno schiaffo e fatto confessare il tradimento». Poi erano seguiti i messaggi su whatsapp con le minacce nei confronti di Ismaele. «Quello lo uccido»,avrebbe scritto Igli.

CHI HA MANDATO L’SMS DAL TELEFONO DI AMBERA? – Ambera, che al momento non risulta indagata, aveva negato di avere inviato il messaggio: secondo la versione precedente fornita dalla ragazza Igli le aveva chiesto il telefonino per controllare sms, posta elettronica e messaggerie varie e avrebbe approfittato di quell’occasione per attirare Ismaele in una trappola. Molta la pressione intorno alla ragazza, a Lunano, il piccolo centro in cui vive, sui social media e nelle comunità degli immigrati tanto che tutta la famiglia è partita per la Macedonia, ufficialmente per un periodo di vacanza anche se non si sa quanto sarà lungo. I carabinieri hanno organizzato una vigilanza dell’abitazione della famiglia a Lunano, facendola rientrare nei loro itinerari di controllo. Intanto il lavoro degli investigatori va avanti, in particolare nell’analisi delle celle telefoniche e dei social media, mentre si attende l’esito degli accertamenti dei Ris sull’arma del delitto (un coltello a serramanico recuperato nei giorni scorsi) e sui cellulari di tutti i protagonisti della vicenda, posti sotto sequestro

e Repubblica spiegava anche che Igli ed Ambera avevanofornito due versioni diverse su quell’sms, tutto mentre la ragazza e la sua famiglia sono tornati in Macedonia per sfuggire al polverone mediatico:

Ora spunta fuori l’ sms esca. Ismaele lo riceve su uno dei suoi due telefonini domenica, intorno alle 14, dal numero di Ambera. “Vediamoci alla stazione dell’autobus, dobbiamo parlare”,questo il contenuto che ha ricordato Igli nel suo interrogatorio. I carabinieri guidati dal colonnello Antonio Sommese hanno chiesto conto dell’sms ad Ambera. «Non l’ho scritto io – si è difesa – Igli mi aveva preso il cellulare, non so a chi ha scritto». Poi però quando le hanno sequestrato il telefono, gli investigatori hanno trovato tutti i messaggi e le chiamate cancellate. Non solo. Il ventenne albanese,durante la confessione davanti al magistrato, ha detto qualcosa di diverso:«Ho chiesto ad Ambera di inviare quell’sms, non ero con lei quando l’ha scritto».

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