Cosa c’è dietro la manicure a 10 euro dai cinesi

Quali sono i rischi per clienti e dipendenti?

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Vi siete mai chieste cosa c’è dietro la manicure a 10 euro dai cinesi? Oggi il Corriere della Sera spiega come si è sviluppato il fenomeno delle estetiste low cost a Milano. Ma il discorso è equivalente ad altre città italiane:

In città su 6.100 imprese individuali comprese nel settore della «cura della persona»(acconciatura, estetica, massaggi), 541 sono intestate a stranieri: 148 a cinesi (erano 19 nel 2010). A livello nazionale, secondo i dati della Cgia di Mestre (ultimo rilevamento del 2013), in Italia le imprese cinesi in questo settore sono 3.500, con un incremento del 34% rispetto al 2012. Anche se in realtà questi sono numeri lontani dal reale, dicono gli operatori, perché «diversi negozi sono intestati a prestanome italiani»: estetiste e acconciatori che dietro compenso accettano di figurare come responsabili tecnici perché magari chi apre questo tipo di attività non ha titoli. E perché la legge italiana prevede la presenza di una figura competente per tutto l’orario di lavoro, che controlli norme igieniche e qualità dei prodotti e garantisca regolarità di contratti e turni di lavoro

Il compenso per figurare in questo tipo di attività si aggira intorno a cifre che arrivano anche a 30mila euro. Ma come fanno le “estetiste cinesi” ad offire prezzi così bassi per manicure e altri servizi?

Il punto di forza delle estetiste straniere sono sempre i prezzi. In zona Piola-Loreto per esempio, per una manicure non si pagano più di 10-12euro, una ceretta completa ne costa appena trenta. In centro città i prezzi sono più alti: ma anche qui una manicure non arriva a 15 euro, una pedicure vale 25. Ma come si fa a praticare prezzi del 30, del 50 per cento più bassi degli altri? «Si lavora di più e ci si accontenta di margini di guadagno inferiori», taglia corto Francesco Wu, presidente dell’Unione imprenditori Italia Cina

Ma è sul lavoro di chi stende lo smalto che spesso si risparmia:

Giovani apprendiste che non vengono pagate finché non padroneggiano la tecnica, regolate da rapporti di lavoro a chiamata. E margini di risparmio ottenuti anche grazie a prodotti acquistati ai grandi magazzini. Molte non parlano italiano

E cosa rischiano clienti e dipendenti?

restano i problemi di salute di chi in questi centri ci lavora.Perché solventi, smalti e soluzioni acriliche sono accusate di provocare infiammazioni a gola e polmoni, alla pelle, e in certi casi, addirittura aborti. Sono le conseguenze più gravi — denunciate da un’inchiesta del New York Times — dell’uso di agenti chimici e miscele potenzialmente velenose nei piccoli saloni di bellezza

Questa la situazione negli Usa. Però spiega Mario Emanuelli, commissario dell’Annonaria di Milano, il corpo dei Vigili urbani addetto agli esercizi commerciali:

«In Italia abbiamo regole più stringenti che in altri Paesi». A Milano, in molti dei negozi di manicure le ragazze indossano guanti e spesso mascherine che le proteggono da un lavoro comunque pesante

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