La nuda verità sulle ragazze che si esibiscono in topless a Times Square

Mordi la Grande Mela e fatti una foto con due meloni colorati con la bandiera a stelle e strisce, alla gggente piace (strano vero?) al sindaco no, ma cosa significa essere una Desnuda?

topless times square - 3

Qualcuno forse ne avrà sentito parlare, a New York quest’estate è diventato il problema di sicurezza (e di decoro) numero uno. Il sindaco Bill de Blasio si è schierato apertamente contro di loro: le ragazze che si esibiscono in topless in Times Square, uno dei luoghi più celebri e frequentati dai turisti della Grande Mela. Le ragazze in genere passeggiano per Times Square indossando solo un perizoma, un copricapo di piume e con un “grazioso” body painting della bandiera a stelle e strisce sulle tette. L’esibizione non prevede molto più che farsi fotografare dai turisti in cambio di una mancia. Insomma, se lo fa il Cowboy Nudo di Times Square perché non potrebbero farlo anche loro?

Due delle ragazze di Times Square a lavoro  (fonte: Twitter.com)

Due delle ragazze di Times Square a lavoro (fonte: Twitter.com)

Per il sindaco è uno spettacolo indecente e le ragazze dovrebbero essere scacciate dalla vetrina della città. Ma non tutti sono d’accordo e a quanto pare il Primo Emendamento garantisce il diritto delle performer di continuare ad esibirsi. E quindi, tra le polemiche di chi le vorrebbe scacciare e il plauso di coloro che difendono il loro diritto a mostrarsi in topless le “Desnudas” – così vengono chiamate – continuano il loro lavoro. Ma che genere di lavoro è? Nei giorni scorsi sono usciti diversi articoli sui giornali locali, indagini che hanno rivelato che (GIURA) le ragazze non lo fanno per il proprio piacere ma lavorano per delle “agenzie” (tanto per usare un eufemismo) alle quali devono devolvere fino alle metà delle mance incassate. In fondo qualcuno dovrà pur tenere il denaro (si parla di cifre tra i 100 e i 300 dollari al giorno) perché le ragazze non hanno la possibilità di metterlo in tasca. Qualcuno dovrà pur tenere i vestiti delle performer e difenderle quando il pubblico tenta un approccio oltre i limiti del consentito. Amber Jamieson del New York Post però ha fatto di più: si è spogliata ed è andata sotto copertura a lavorare tra le Desnudas di Times Square, e dopo ci ha scritto un articolo.

Una Desnuda protesta per il diritto di girare in topless per Times Square

Una Desnuda protesta per il diritto di girare in topless per Times Square

Ed è vero che ci sono persone, uomini, che lavorano intorno al business delle Desnudas, sono al tempo stesso cassieri, guardarobieri, truccatori (sono loro a dipingere le ragazze direttamente in piazza) e bodyguard. Il lavoro, come si può immaginare, non è divertente come sembra: bisogna sorridere, sperare che il turista di turno ti dia la mancia, stare attente a non attirare le attenzioni della polizia e sopportare gli sguardi inquietanti di certi passanti. A fine giornata, dopo sette ore di lavoro in strada, Amber fa i conti di quanto ha guadagnato con Chris, il ragazzo che quel giorno si è preso cura degli aspetti secondari del business e le ha procurato trucco e copricapo. A fronte di 300 dollari incassati in mance Amber ne riceve 210, il resto va al “socio”. Non si sente sfruttata da questi pseudomagnaccia che le hanno fatto “compagnia” il pomeriggio ed è dell’idea che le ragazze in topless non siano la fine della civiltà occidentale. Tanto più che Times Square è costellata di cartelloni con donne seminude in atteggiamenti provocanti.

Di sicuro non è arte e non è una battaglia per i diritti delle donne, ma se è legale allora perché no?

0 commenti per “La nuda verità sulle ragazze che si esibiscono in topless a Times Square”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rubriche