Aylan: chi era il bimbo con la faccia sulla sabbia

La storia del bambino con la maglietta rossa sulla spiaggia di Bodrum

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La Stampa racconta la storia di Aylan, il bimbo di tre anni morto a Bodrum che appare nelle foto che ci stanno facendo vergognare tutti. Aylan era di Kobane, la città siriana conquistata dall’Isis. La sua famiglia stava fuggendo dalla guerra per andare in Canada. La richiesta di asilo presentata dalla sua famiglia è stata respinta:

Il bambino con la faccia nella sabbia si chiamava Aylan. Tre anni. Pantaloncini al ginocchio, una maglietta rossa, le braccia stese dalla risacca. Ieri mattina la corrente lo ha spinto indietro, fino alla spiaggia di Bodrum, Turchia, la stessa spiaggia da cui era partito poche ore prima. Era un giorno nuvoloso. C’erano pochi turisti in quel tratto di mare. È stato un ragazzo che si allenava, il primo a vederlo. Aylan era solo, ma la guardia costiera aveva già rintracciato suo fratello Galip di 5 anni, la madre Rihan e il padre Abdullah Kurdi, l’unico sopravissuto della famiglia. Non conosciamo ancora la dinamica del naufragio. Ma sappiamo bene perché erano lì. Sappiamo perché Aylan è morto. Era partito dalla Siria, un Paese che non esiste più. Te lo dicono tutti. «Scuola, librerie, ospedali, acqua, cibo. Non c’è più nulla». Molti te lo dicono con rabbia e rimpianto: «Noi vorremmo stare in Siria, è il posto che amiamo, ma non si può».

Ancora non sappiamo perché la barca di Aylan è naufragata. Ma sappiamo che altri bambini come Aylan rischiano la morte:

Martedì sera c’era vento, cielo coperto. Il mare non sembrava più quello delle vacanze. La terra greca non si vedeva, neppure le luci. L’agenzia di stampa turca Dogan ha battuto la notizia alle 10 di mattina: «Undici migranti siriani sono morti e altri cinque risultano dispersi in due naufragi, mentre cercavano di raggiungere l’isola di Kos». È la terza volta che succede quest’estate. La terza tragedia sulla rotta greca. Piccole barche. Naufragi che non vediamo, soverchiati dalle ecatombe che si susseguono nel Mar Mediterraneo. Ma poi, verso mezzogiorno, sulla spiaggia è comparso il bambino con la maglietta rossa. Aylan. Non aveva il giubbotto di salvataggio. Il mare l’aveva strappato anche dall’abbraccio di sua madre. Ed era tornato indietro, respinto, fra la guerra e l’Europa.

Il Mirror pubblica una foto di Aylan quando poteva ancora sorridere:

aylan bimbo morto spiaggia bodrum 1

Mentre tutti condividono le foto di Aylan molti contestano su Twitter con l’hashtag #ipocrisia:

Mentre le Nine Moric sparano cazzate intanto succede questo. E vogliamo raccontarlo anche noi. Ci dimenticheremo di Aylan dopo aver pianto una lacrimuccia sulla sua foto per sentirci più buoni?

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