E tu non te la fai una bella Minchia gelata?

Minchia, l’unica birra al sapore di borra

minchia birre sicilia

Quando il marketing è tutto. Se gli italiani da biechi consumatori di Peroni e Moretti spiaggiati sul divano durante le partite di pallone la domenica pomeriggio si sono scoperti intenditori di birre artigianali fatti con luppoli importati direttamente da Marte (per le rosse non filtrate) da sorseggiare amabilmente nei birrifici più à la page perché non lanciare sul mercato una birra dal nome fresco, frizzate e nuovo ma al tempo stesso tradizionale? Dev’essere andata proprio così al birrificio Sikania di Messina, dove hanno deciso di imbottigliare la Minchia.

birra minchia

ASSAGGIARE LA MINCHIA – La birra Minchia, che è pure stata presentata all’Expo viene prodotta in tre varianti: Minchia Bionda, Minchia Rossa e Minchia Tosta, che sarebbe la birra doppio malto. Non è ben chiaro se nella birra siano disciolte quantità di Gender e nel dubbio il consiglio è di non dare la Minchia ai bambini (a meno che non siate dei sacerdoti). Ma non fraintendiamoci e non abbiate paura, qui si parla della minchia intesa come esclamazione, non come organo genitale, eccheccazzo. E la storia della nascita della Minchia è la storia della Sicilia, almeno da come la raccontano sulla pagina Facebook:

Dietro la scelta del nome Birra Minchia c’è una breve e simpatica storia e come ogni storia che si rispetti, anche questa, ha una sua morale.
Era l’imbrunire di un tardo pomeriggio di fine Maggio e nella nostra birreria tutto era pronto per l’attesissimo incontro: l’assaggio della nuova ricetta della nostra birra.
Nell’aria, oltre i profumi del luppolo e dei pregiatissimi malti, si poteva percepire l’entusiasmo e la fremente curiosità.
Finalmente il Mastro birraio spilla il primo boccale. Con quella lenta sicurezza dei gesti ne spilla un altro e poi un altro e ne porge uno ad ognuno.
Finalmente, stavamo per assaggiare la nostra birra.
“Brindiamo!”, esclama. Ci guardammo, ma nessuno proferì parola. Infondo ancora non aveva un nome la nostra birra, a cosa avremmo dedicato il nostro brindisi?
“Ok, prima assaggiamo..” aggiunse.
Fu così che, assaggio dopo assaggio, alla domanda “com’è?”, ognuno di noi espresse la propria personalissima opinione: “minchia!”.
In pratica accadde che, da siciliani DOC, convogliammo le nostre emozioni e i nostri pensieri in questa esclamazione, che da sola è riuscita ad esprimere tutto e di più.
Com’è la birra? – Minchia! (come dire: wow, buonissima, ottimo lavoro, come sono contento ecc.. ecc.. ecc.. un universo di emozioni in una sola parola).
Chi ha visitato la Sicilia, sa bene che il termine “minchia” è un espressione di senso comune.
“Minchia” non è solo una parola dialettale o un esclamazione tipica della Sicilia che esprime stupore e meraviglia ma l’espressione stessa di un mondo, una cultura, un modo di essere tipicamente siciliano.
Già la letteratura siciliana e non, ne ha voluto sottolineare quest’uso nel senso comune che esprime e assume innumerevoli sfaccettature, che si adatta a molteplici contesti e situazioni che vanno ben oltre il suo semplice significato etimologico. Da Verga a Camilleri passando per la musica pop, il termine “minchia” è espressione di emozioni altrimenti inspiegabili.
È così un po’ spinti dal destino di quell’incontro, un po’ perché niente ci caratterizzerebbe meglio, abbiamo chiamato la nostra birra: Minchia, verace, irriverente e buona come noi siciliani.

Insomma parrebbe che la Minchia non sia un prodotto solo per signore ma anche per uomini che sanno apprezzare il vero sapore delle emozioni. L’unica cosa che sappiamo di per certo è che non è mai stato così divertente parlare di minchie, e di questo siamo profondamente grati ai fondatori del birrificio Sikania, che sicuramente hanno trovato l’idea vincente per far parlare di sé. Era dai tempi di Antonella Clerici che non era così divertente parlare di birra.

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