“Vi racconto perché ho ucciso Giordana Di Stefano, la madre di mia figlia”

Le parole di Luca Priolo durante la confessione dell’omicidio della ventenne

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Luca Priolo ha confessato. È stato lui a uccidere con diverse coltellate all’addome, al torace e alla gola Giordana Di Stefano, la giovane di 20 anni, trovata senza vita in una strada periferica a Nicolosi, in provincia di Catania. La ventenne era figlia di una coppia separata e cinque anni fa era rimasta incinta. Per questa ragione aveva lasciato la scuola, anche per dedicarsi alla figlia Asia che ha da poco compiuto quattro anni. Nel tempo libero frequentava corsi di danza classica e spagnola. Con il padre di sua figlia non ha mai avuto un rapporto idilliaco: i due si lasciavano e si riprendevano spesso. Lei lo aveva pure denunciato per stalking in quanto lui la perseguitava, con messaggi, chiamate, e pedinamenti, perche’ non accettava che lei avesse altre relazioni sentimentali. Repubblica riporta le parole di Priolo:

«Io l’amavo ancora, lei non mi voleva più. Avevo paura di perdere la bambina. Ok, basta, vi dico tutto…». È crollato così, nella caserma dei carabinieri di via Moscova, Luca Priolo, 15 ore dopo lalunga fuga per tutta l’Italia, dalla Sicilia a Milano sulla Punto della madre e poi in treno, nel disperato tentativo di passare la frontiera diretto a Lugano. Quando, alle quattro e mezzo del pomeriggio, si è sentito chiamare per nome da due carabinieri con la sua fotografia in mano, Luca ha capito subito che la fuga era finita. «Sì,sono io, portatemi in caserma».E si è messoa piangere. In lacrime, già in macchina, ha ammesso di essere lui l’assassino di Giordana, poi — ancor prima che arrivasse il magistrato della Procura milanese con la delega dei colleghi di Catania — Luca Priolo ha deciso di collaborare. «L’ho uccisa io, vi racconto tutto»

Luca Priolo ha spiegato la dinamica dell’omicidio e della fuga successiva:

Agli inquirenti il giovane ha ricostruito tutta la serata trascorsa a seguire Giordana fino all’incontro procurato all’uscita della pizzeria,poi la discussione proseguita a bordo dell’Audi di lei e la furia omicida con quel coltello di cui Luca si è sbarazzato dopo il delitto.E ancora,la folle fuga verso il nord Italia interrotta dai carabinieri grazie alla collaborazione della madre del giovane. Dopo aver ucciso Giordana, infatti, Luca è tornato a bordo del suo motorino a Belpasso dove abita insieme ai genitori. È salito in casa, si è disfatto degli indumenti sporchi di sangue che aveva addosso gettandoli in un prato, si è messo abiti puliti, poi è entrato nella stanza della madre che dormiva, le ha chiesto le chiavi dell’auto dicendole che doveva uscire e si è allontanato dandole un bacio in fronte. Sul tavolo ha lasciato il suo telefonino, forse pensando che così non lo avrebbero rintracciato facilmente. Non aveva
considerato che il sistema di videosorveglianza delle autostrade italiane avrebbe immortalato il suo tragitto fino a Messina

La denuncia per stalking da parte di Giordana Di Stefano, era stata presentata nell’ottobre 2013. Nell’esposto la ragazza segnalava di avere ricevuto sms assillanti e di essere bersaglio di appostamenti. Da allora nessun altra denuncia. Per ieri era prevista l’udienza in Tribunale, per il rinvio a giudizio dell’indagato Luca Priolo, ma l’udienza e’ stata rinviata perche’ il legale dell’uomo ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione. La giovane non aveva nominato alcun legale, ne’ dato seguito alla denuncia

CHI ERA GIORDANA DI STEFANO – Il ballo e la figlia di 4 anni: erano le passioni di Giordana Di Stefano, la ventenne uccisa a Nicolosi con numerose coltellate, probabilmente dall’ex convivente, padre della piccola, Luca Priolo, 24 anni, fermato dai carabinieri a Milano. Sul suo profilo Facebook c’è una foto con la figlia e Luca davanti la torta di compleanno il 27 agosto scorso, quando la piccola ha compiuto 4 anni, “festeggiando il compleanno della mia nanerottola con Luca Priolo e altri nove: giorno di festa….!!!! Amore mio dolcissimo…!!!”. Un amico commenta “che bello vedervi così”. Ma anche diversi filmati in cui la si vede ballare. La danza la sua vita. Giordana, infatti, era una ballerina e partecipava a eventi e spettacoli nella Sicilia orientale. Su Facebook ha 691 amici, tante foto con la figlioletta, molti selfie con le amiche di comitiva e di danza. Alla fine dell’estate qualcosa la turba, e lei si sfoga sul suo profilo, il 4 settembre, quando posta: “Ballavo per un disperato bisogno fisico di muovermi, voltarmi, correre… Ballavo perché il mio corpo doveva scaricare nell’aria circostante violente energie compresse che non sapevo dove mettere, come trattare. Era una forza misteriosa, silenziosa, completamente padrona di me, della quale non sapevo cosa fare…”. La danza riusciva a farle dimenticare dispiaceri e malesseri della vita. Il 4 agosto sotto la scritta “ho smesso” pubblica questo post: “Uno degli errori più grandi che si possano fare è tenere vicino chi sgretola la tua autostima, piano, con gesti apparentemente inconsapevoli”. “Bisogna fare attenzione alle parole che si dicono… – aggiungeva Giordana – Le parole sono armi senza scampo, affilate e pericolose… Ti si appigliano addosso e non te ne liberi più… Ci sono schiaffi che si perdonano e parole che non lasciano scampo….!!!! Alcune parole non si perdonano…. Buonanotte…!!!!!”.

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