Il ragazzo in gita a Milano che muore cadendo dalla finestra dell’hotel

Aveva 17 anni

ragazzo morto milano Camplus Living Turro

Un ragazzo che si trovava in un hotel a Milano è precipitato dalla finestra del sesto piano in via Stamira D’Ancona. Il giovane è deceduto. Sul posto la Polizia di Stato. Dal 118 fanno sapere di aver ricevuto la chiamata dalla polizia alle 5.39 ma di aver solo potuto constatare il decesso del giovane. La caduta dal sesto piano dell’ hotel Camplus Living Turro è stata fatale ed è stato inutile anche il trasporto in ospedale. In questo momento la polizia sta avvertendo i genitori del ragazzo, che aveva 17 anni.Erano arrivati ieri a Milano e già oggi sarebbero dovuti ripartire per rientrare a Cecina (Livorno), dopo aver visitato l’Expo, metà del loro breve viaggio. E’ quanto si spiega dal liceo di Cecina frequentato dal 17enne. Due le classi della scuola – che riunisce liceo classico, scientifico e scienze umane – che erano partite per Milano dove già ieri avevano visitato l’Expo. Stamani, si spiega ancora, la scuola è stata avvisata dai colleghi che accompagnavano gli studenti

IL RAGAZZO CADUTO DALLA FINESTRA DELL’HOTEL A MILANO – Il giovane precipitato da una finestra al sesto piano dell’Hotel Camplus Living Turro di Milano, era uno studente di 17 anni del liceo statale Enrico fermi di Cecina (Livorno). A trovarlo, intorno alle 5, e’ stato un vigilante dell’agenzia Ivri che ha chiamato il 112. Il ragazzo era arrivato a Milano ieri sera con i compagni di scuola e oggi avrebbe dovuto visitare Expo. Lo studente si trovava a Milano con la sua scuola dove oggi avrebbe visitato Expo: lui e la sua classe erano arrivati ieri a Milano e già oggi sarebbero dovuti ripartire per rientrare a Cecina (Livorno), dopo aver visitato l’Expo, meta del loro breve viaggio. E’ quanto si spiega dal liceo di Cecina frequentato dal 17enne. Due le classi della scuola – che riunisce liceo classico, scientifico e scienze umane – che erano partite per Milano dove già ieri avevano visitato l’Expo. Stamani, si spiega ancora, la scuola è stata avvisata dai colleghi che accompagnavano gli studenti.  Il ragazzo condivideva la camera con altri tre ragazzi che, quando è intervenuta la polizia, stavano dormendo. E’ quanto si apprende in ambienti giudiziari. Sul posto c’è il pm di turno, Piero Basilone, che sta effettuando un sopralluogo. Un intervento dei vigili del fuoco è in corso, in questo momento, all’hotel Camplus di Milano. I vigili del fuoco, fatti intervenire dagli investigatori, stanno salendo con un’autoscala fino alla finestra dove il ragazzo dormiva con tre compagni di classe, accompagnando un tecnico della scientifica della questura. Sul posto, dove sono già stati effettuati dei rilievi intorno al cadavere, è presente il pm di turno ed è arrivata la mortuaria per il trasferimento del corpo all’obitorio. La scientifica e i vigili del fuoco si trovano a circa 20 metri d’altezza, all’interno del grande cestello dell’autogru, per effettuare dei rilievi nella parte esterna della finestra della stanza.

IL MISTERO DEL RAGAZZO CADUTO A MILANO –  Il corpo del diciassettenne precipitato dall’hotel Camplus a Milano è stato trovato nel cortile di una azienda vicina, adiacente alla struttura e separata da essa da un muretto alto circa 3 metri. A destare qualche perplessità sarebbe la distanza tra la verticale della finestra e il punto dove il cadavere si trova, dietro il muro, a una distanza di 7/8 metri in linea d’aria. Gli investigatori al momento non hanno fornito ipotesi sulla traiettoria seguita dal ragazzo nel suo tragico volo e su essa sono al momento in corso i rilievi e le indagini. Il cortile dove è finito il diciassettenne appartiene a un complesso industriale in corso di ristrutturazione, composta da una serie di aziende e uffici tra cui un paio di società di consulenza e di servizi

IL CASO DI DOMENICO MAURANTONIO – Anche se è presto per fare dei paragoni, è inevitabile ripensare al caso di Domenico Maurantonio, anche lui morto dopo essere precipitato da una finestra di un hotel a Milano, durante una gita scolastica a Expo:

Mohamed M., l’imbianchino che ha trovato il corpo di Domenico Maurantonio, lo studente morto dopo essere precipitato dal quinto piano dell’hotel dove si trovava per una gita scolastica a Expo, racconta a Quarto Grado i particolari del ritrovamento:

“Aveva la canottiera ed era senza mutande: praticamente era nudo e non era sporco. Vicino c’erano mutande e pantaloncini …le mutande erano un po’ sporche… può essere che siano cadute o che fossero lì. Il ragazzo era sdraiato sul fianco”

“Domenica mattina mi hanno mandato qui a finire lavori che abbiamo lasciato indietro. Sono venuto verso le 7.30. Mi sono cambiato i vestiti e verso le 8/8.10 sono andato in quella zona lì, dove c’è la scala rotonda, di fianco, perché lavoro nel corridoio”.

“Ho visto un liquido rosso, lungo quasi un metro e mezzo. Sangue. Mi sono girato un po’ e ho visto che c’era un ragazzo sdraiato. L’ho guardato, poi sono andato in reception a chiamare i responsabili dell’hotel. Anche loro hanno visto e hanno chiamato polizia e ambulanza. Sono rimasto lì fino alle 2. Mi hanno interrogato alle 2.30. Poi alle 3 sono andato a casa”.

“Sicuramente – prosegue – quando l’ho trovato era morto. Con tutto il sangue che c’era per terra, sicuramente era morto. Ho guardato lui e poi sono entrato dentro. Volevo controllare se fosse vivo o no, ma quando ho visto che il sangue usciva dalle orecchie… Mi dispiace per lui”.

“Era domenica e non c’era nessuno. Secondo me – spiega l’uomo – se non ci fossi stato io, nessuno lo avrebbe visto. La zona è nascosta”. E, sempre a proposito della scena, conclude: “Qualunque persona se lo veda lì, davanti, è una cosa incredibile! Mi dispiace per Domenico e che riposi in pace”.

Il Corriere della Sera dopo la notizia che Domenico Maurantonio sarrebe stato da solo quando è caduto dalla finestra del quinto piano dell’hotel Da vinci a Milano, caduta che ne ha provocato la morte, spiega che lo studente aveva bevuto molto alcol:

domenico maurantonio studente

(I compagni di Domenico) sono stati accusati di non aver raccontato tutta la verità su quella notte. Una parte del loro racconto resta avvolta nel mistero, perché continua a sembrare improbabile che Domenico abbia bevuto pochi minuti prima di morie così tanto alcol (un tasso nello stomaco da coma etilico) mentre tutti gli altri dormivano. Ma è altrettante improbabile che nonostante i ripetuti interrogatori el e intercettazioni telefoniche e delle chat, i ragazzi non abbiano mai fatto un passo falso. «Ci hanno buttato addosso moltissimo fango, abbiamo sempre detto la verità», dicono i compagni. Secondo le indiscrezioni, dai test scientifici non sono emerse finora prove della presenza di alcuna persona insieme a Domenico al momento della caduta. Quindi il 19enne era solo al momento della morte. Ha avuto un malore? Perché non ha usato il bagno della stanza ma ha «sporcato» il corridoio dell’albergo? Forse per una goliardata (nessuna traccia di lassativo) è stato chiuso fuori dalla camera? Domande ancora senzarisposta. Così come resta aperta l’ipotesi di un gesto volontario, un suicidio magari per l’imbarazzo provato, specie in considerazione del moltissimo alcolbevuto prima di morire.

A poco più di un mese dalla morte di Maurantonio, le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Claudio Gittardi e Giancarla Serafini, tenderebbero quindi, da quanto si è appreso, ad escludere che, quando Domenico è volato giù, fosse presente con lui vicino alla finestra una seconda persona. E’ quanto emergerebbe dagli elementi raccolti finora dagli investigatori, tra cui intercettazioni (sono stati anche analizzati i messaggi WhatsApp dei compagni di classe) e verbali di testimonianze. Nessun ospite dell’albergo, tra l’altro, ha sentito urla o confusione in quel corridoio dell’hotel nelle prime ore del mattino (Maurantonio sarebbe morto tra le 5.30 e le 7). Quando saranno completate le analisi genetiche e tossicologiche e la sperimentazione cinetica sulla caduta ritenuta “a piombo”, e cioè rasente il muro dell’ala dell’albergo, si potrà avere anche un’idea più chiara della posizione di Domenico rispetto alla finestra quando è caduto, ossia se fosse, ad esempio, seduto o in piedi sul davanzale. Devono essere ancora terminati anche gli accertamenti sul Dna trovato sotto le sue unghie, mentre non sarebbero state trovate tracce di materiale biologico sul livido riscontrato su un braccio dello studente. Al momento verrebbe escluso che il livido sia stato provocato da qualcuno nel tentativo di trattenere il braccio. Si tratta, comunque, secondo le analisi, di un’ecchimosi “importante”, ma che nessuno avrebbe notato nelle ore precedenti. Sarà da stabilire se anche quel livido possa essere collegato alla caduta. Infine, dalle tante testimonianze raccolte, tra cui quelle dei genitori (si sono presentati in Procura tre giorni fa), non sarebbero emersi motivi di una volontà suicida e gli inquirenti continuano ad indagare su qualche anomalo comportamento da parte del giovane, che aveva bevuto alcolici, nel corso della nottata. Il ragazzo si era sicuramente sentito male, tanto che nel corridoio sono state trovate feci. Sulle ragioni del volo dalla finestra, in ogni caso, non ci sono ancora elementi chiari.

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