Mia Matsumiya fa sapere a tutti di ricevere un sacco di cazzi in chat

Mia Matsumiya scopre che essere una donna su Internet ha parecchi inconvenienti e crede di aver scoperto qual è il problema principale

mia matsumiya copertina

Mia Matsumiya è una donna come buona parte della popolazione mondiale, ha un collegamento ad Internet come la maggior parte della popolazione dei paesi più ricchi e come circa un miliardo di esseri umani ha un account Facebook. Se siete donne sapete benissimo cosa questo significhi: molestie verbali e foto di cazzi di sconosciuti in chat.

Vi diciamo di più su come comportarvi sull'Interwebs (fonte: dicci di più)

Vi diciamo di più su come comportarvi sull’Interwebs (fonte: dicci di più)

C’ERA UNA VOLTA LA NETIQUETTE – Non moltissimo anni fa andava molto di moda la netiquette, ovvero le regole di buon comportamento sull’Interwebs. Non c’erano ancora i social network, MySpace non era nemmeno nella mente di Tom e i provider (io ne avevo uno dimensione “manabile” della TIN) distribuivano dei manualetti su come interpretare le emoticons e per insegnare il bon ton in Rete. Ovviamente della netiquette non fregava niente a nessuno e gli utenti si insultavano allegramente su IRC ma siccome se ne faceva un gran parlare sui giornali che si affannavano a spiegare il perché e il per come della rivoluzione digitale imminente sembrava quasi fosse una cosa vera. La cosa più bella è stato l’arrivo dell’Internet veloce, che finalmente tutti si potevano scaricare le foto porno velocissimamente e che dire della conquista del millennio, i video porno su Internet? Poi sono arrivati i social network, e così siamo riusciti a scoprire che – forse – c’erano anche donne su Internet. Dopo qualche istante di imbarazzo iniziale gli utenti hanno saputo rompere subito il ghiaccio, con una bella foto del cazzo accompagnata da un “ciao, da dv dgt? 6 singol?”. Questo signori e signore è il Web 2.0 non quelle stronzate che vi raccontano sulla Internet dal basso e altre amenità.

This one was submitted by @jessssiemae. Bragging rights AND free liquor? Whoa, what a deal. #pervmagnet

Una foto pubblicata da Mia Matsumiya (@perv_magnet) in data:

UN MAGNETE PER I PERVERTITI (COME TUTTE LE DONNE)- Mia Matsumiya ha deciso di aprire un museo dei messaggi che ha ricevuto nel corso degli anni. E quale miglior posto per esporre la sua collezione che Instagram? Ecco quindi che nasce l’account Perv Magnet dove la nostra eroina si descrive come una calamita per pervertiti “4’9″ violinist & perv magnet. I’ve archived 1,000+ messages from creeps, weirdos & fetishists over the past 10 years. I’ve decided to post them all“. Ovviamente lo status di calamita per pervertiti, spiace essere proprio noi di Superstarz a dirlo, non è assolutamente una condizione unica, perché accomuna la quasi totalità delle donne su Internet. Quindi cosa c’è di speciale? Sostanzialmente nulla, a parte forse l’ossessione per Matsumiya per collezionare e catalogare ossessivamente ogni singola offerta a sfondo sessuale dal 2005 ad oggi. Uno sforzo paragonabile solo alla raccolta delle mail di spam delle giovani principesse nigeriane/ragazze dell’Est che mi arrivano costantemente via mail da quanto ho aperto il mio primo account di posta elettronica. La giusta battaglia di Matsumiya contro l’online harrassment finisce per essere l’ennesima dimostrazione dell’esistenza della figura mitologica dell’attention whore. In fondo qualche tempo fa Sasha Grey e altri avevano letto i messaggi più creepy ricevuti da alcuni utenti su Tinder sembra proprio che l’ironia è un’arma migliore per mettere alla berlina certi comportamenti.

Ma siamo sicuri che un sacco di Internet White Knight ora correranno a difendere Mia Perv Magnet dai cattivoni dell’Internet. Per quanto riguarda il “raising awareness” sul problema, beh, direi che arriviamo con giusto quindici anni di ritardo no? Nel frattempo il futuro è già qui e grazie alle stampanti 3D potremo mandare finalmente un bel calco del cazzo alla fortunata di turno (vuoi mettere quella come collezione?)

mia matsumiya cazzo 3d

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