Le prostitute cinesi a 20 euro

“Ma anche 5 euro se c’è fame”

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Qualche giorno fa è andato in onda su Striscia la Notizia un servizio a firma di Chiara Squaglia (che potete guardare qui), che ha indagato il fenomeno delle prostitute cinesi di Prato. A parte l’irritante voce dell’inviata e il suo modo discutibile di pronunciare la parola “signorine”, il filmato di Striscia mostra le ragazze che in modo poco appariscente girano per la città adescando i loro clienti, sempre controllate da un protettore. Ovviamente i prezzi bassissimi, 20 euro per il “servizio completo”, ma come raccontano i vecchietti entusiasti “anche 5 se c’è fame”, attirano laggente. Purtroppo il servizio di Striscia preferisce ironizzare sulla situazione invece che riflettere sullo sfruttamento delle cinesi costrette a lavorare tutti i giorni, senza neanche l’apparente normalità di un giorno di riposo.

 

Un collaboratore di “Striscia”, fingendosi cliente, è entrato nell’appartamento di una lucciola cinese, “scoprendo” che è condiviso con altre e non è propriamente in ordine. Una delle poche prostitute cinesi che hanno risposto alle domande della giornalista ha detto di lavorare tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, e di prendere di solito 20 euro.
Non poteva mancare il commento dei pensionati di piazza Mercatale. “Fanno un servizio per gli anziani” ha detto uno di loro, scherzando ma non troppo. Un altro ha ammesso di essere andato una volta con una lucciola cinese e di aver speso, appunto, 20 euro. Tariffa che si alza, ma di poco, fino a 30 euro, se i clienti sono due per la stessa ragazza

 

Ma, come racconta il Giornale, il mercato delle prostitute low cost non si ferma a Prato e ha attecchito anche a Napoli:

Con venti euro ci si assicura un rapporto orale, pagando il doppio si ha a un rapporto completo. Le lanternine hanno tra i 18 e i 40 anni. Nelle ore diurne lavorano nei centri benessere, presi
d’assalto da uomini benestanti e in carriera. Dal crepuscolo in poi vanno a occupare la propria postazione sul marciapiede, dai caratteristici vicoli del centro storico fino alla zona industriale nei pressi della Stazione di Napoli Gianturco. Il business, rigorosamente illegale, è alle stelle: centinaia di migliaia di euro vanno dritte ogni mese nelle tasche dei comandanti invisibili, alle subalterne resta la mancia. Un contentino non certo da buttare, altrimenti non si spiegherebbe la caterva di candidature che negli ultimi anni perviene alla potentissima industria del sesso orientale: si stima che le mandarine percepiscano una busta paga di almeno 3mila euro, destinati in parte ai loro parenti che vivono in Cina.

 

In ogni caso qualcuno Chiara Squaglia ha fatto arrabbiare. Il sindaco di Prato che ha precisato di non aver mai rilasciato interviste a Striscia la Notizia e che il contributo in cui appare nel servizio è relativo a un video girato da un’altra emittente un anno fa su un argomento totalmente diverso:

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni non avrebbe mai rilasciato interviste a Striscia la Notizia sulla prostituzione cinese. A sostenerlo il Comune che smentisce che le parole di Biffoni fossero legate alla puntata andata in onda sulla prostituzione low cost. Il sindaco, fanno sapere dal Comune, ricorda di aver rilasciato quell’intervista circa un anno fa e era legata alla ritinteggiatura dei muri in Chinatown . Tra l’altro, aggiungono dal Comune, quell’intervista era stata rilasciata a un’altra emittente televisiva. “Comportarsi così non fa bene alla città: così non va”

 

Beh che dire. Ci sono prostitute low cost e giornalisti poco corretti. A ognuno la scelta su chi preferire.

2 commenti per “Le prostitute cinesi a 20 euro”

  1. klesk scrive:

    Le donne cinesi sono belle e sanno essere sexy, quindi è giusto che abbiano successo!

  2. papa scrive:

    dove sono firenze

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