Cinquanta sfumature di sangue: la storia dei veri vampiri

Esistono, sono in mezzo a noi e sono assetati di sangue. Come prendere tutti gli aspetti negativi dell’essere un vampiro senza i benefit

vampiri moderni sangue twilight

Il vero sballo è farsi un po’ di sangue umano, non in vena ma come se fosse un cocktail raffinato da sorseggiare e gustare lentamente. Ovviamente i vampiri sono di moda e per gli amanti del genere ce n’è per tutti i gusti, si va dagli inquietanti vampiri bambini di Lasciami entrare a quelli romantici della saga di Twilight passando per quella specie di centovetrine con i vampiri che è diventata True Blood dopo la seconda stagione e per The Strain, la serie apocalittica di Guillermo del Toro nella quale i vampiri vengono descritto come una specie di virus che minaccia l’esistenza dell’umanità. Insomma in un modo o nell’altro siamo tutti più o meno esperti di vampirismo.

Insomma i vampiri moderni si vestono come in un film in costume

Insomma i vampiri moderni si vestono come in un film in costume

PER FAVORE NON MORDERMI SUL COLLO – Un pezzo uscito oggi per la BBC ha riesumato (è proprio il caso di dirlo) quella che è forse l’unica ricerca etnografica su una comunità di vampiri “metropolitani”. Si tratta di uno studio durato cinque anni condotto da John Edgar Browning, che oltre ad essere un autore di romanzi sui vampiri è anche uno studioso del Georgia Institute of Technology. Per cinque anni Browning ha seguito le vicende e la vita di due comunità di vampiri, quella di New Orleans (e dove se no) e quella di Buffalo, il risultato è questo breve resoconto etnografico (molto scarno a dire il vero) dal titolo: The real vampires of New Orleans and Buffalo: a research note towards comparative ethnography.

tom cruise veri vampiri

Qualche mese fa Browning aveva ri-raccontato la sua esperienza nel mondo del vampirismo in un pezzo apparso su The Conversation. Ma come sono questi “vampiri”? Essendo umani a tutti gli effetti in che modo si distinguono dai normali esseri umani? Di base, come ci si può aspettare, si tratta di persone che aderiscono alla cultura Goth, quindi sì, si vestono di nero, sono molto pallidi e probabilmente si struggono quando ascoltano Disintegration dei Cure. L’unica difficoltà è che non riescono a guardarsi allo specchio quindi escono sempre spettinati e vestiti male.

vampiri veri sangue

Un’infografica fondamentale per entrare nel mondo del vampirismo

 

NON CI VEDO PIU’ DALLA FAME – Ma l’aspetto esteriore è, naturalmente, solo una delle caratteristiche di un “vero” vampiro. Che come tutti sanno ha una particolare predilezione per il sangue. E le due comunità di vampiri incontrate da Browning in questo non fanno assolutamente eccezione. Con la differenza che non uccidono le proprie vittime e che il consumo del sangue umano avviene all’interno del gruppo oppure ricorrendo a donazioni volontarie (anche Browning ha preso ad un certo punto parte al rituale). Insomma quello che emerge da questo breve studio è l’esistenza di comunità “autosufficienti” che si sono date un set di regole ben specifiche per poter alimentare la propria passione.

interview-with-the-vampire

Ma a cosa serve bere sangue? I vampiri intervistati da Browning raccontano che il sapore metallico del sangue è in grado di dare loro un’energia che non sono in grado di trarre dall’assunzione di altri alimenti (i vampiri della vita vera mangiano anche cibi normali). In poche parole qualche goccia di sangue è in grado di riequilibrare, secondo loro, le proprie riserve di energia psichica. Per fare cosa? Volare? Passare attraverso le pareti? Niente di tutto questo. Semplicemente il sangue dà loro la carica per affrontare le sfide della vita quotidiana, proprio come nella pubblicità della Fiesta.

 

Foto copertina via

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