Quello che uccide l’amico perché pensava fosse uno zombie

È successo mentre guardavano The Walking Dead. Zombie, not even once

THE WALKING DEAD

La storia degli zombie di The Walking Dead è quanto di meno spaventevole o orrorifico sia mai stato prodotto per la televisione. Davvero, è una noia mortale che non solo è riuscita a rovinare un ottimo fumetto (almeno fino a un paio d’anni fa) ma che inspiegabilmente continua ad essere prodotta ed è arrivata ormai alla sesta stagione. Sei stagioni in cui gli autori non sono riusciti a ricreare in alcun modo l’atmosfera di tensione continua e di paranoia che si poteva leggere nel fumetto. L’unica cosa degna di interesse ormai sono i meme di Rick e Carl, il resto è davvero trascurabile.

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L’APOCALISSE ZOMBIE È INIZIATA – Per fortuna che ci pensa la realtà a farci appassionare agli zombie, questi animali gentili spesso incompresi dagli sceneggiatori. Succede che due amici Damon Perry e Christopher Paquin decidano di fare una di quelle cose considerate “da nerd”: una maratona di tutte le puntate di The Walking Dead. Ora, per i motivi sopracitati chi si accinge a fare una cosa del genere è già un decerebrato (quindi uno zombie) ed è assolutamente credibile che ad un certo punto Damon abbia aggredito l’amico in qualsiasi modo: calci, pugni, corpi contundenti, una chitarra e addirittura un forno a microonde. Il povero Christopher è morto e quando la polizia – avvertita da una vicina – è arrivata sulla scena del delitto Damon si è giustificato dicendo che durante la serata alcoolica l’amico aveva iniziato a trasformarsi in uno zombie e che quindi non aveva avuto alternative. Speriamo ora che i soliti genitori preoccupati inizino una crociata per porre fine all’agonia della serie TV.

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