Love, il film più pornografico dell’anno, è un soporifero porno in 3D

Non è un porno e nemmeno il biopic di Gigi D’Alessio, anche se come noia siamo lì

Love noe porno 3D

Gaspar Noé è un regista noto al grande pubblico per aver girato Irréversible, il film con la famosa (e molto cruda) scena dello stupro di Monica Bellucci. Ora è in arrivo il suo ultimo lavoro Love che The Daily Beast ha presentato come The most NSFW movie of the year. E per fortuna che nessuno guarda un film al cinema durante l’orario di lavoro, altrimenti nessuno lo potrebbe guardare.

LA BANALITÀ DEL CAZZO – Come tema siamo dalle parti di Jules et Jim di Truffaut e The Dreamers di Bernardo Bertolucci, ma con più cazzi. Come genere si tratta di una versione di Nymphomaniac o di la Vita di Adele dove gli attori scopano davvero invece che affidare l’ingrato compito a delle controfigure o usare delle protesi in silicone per nascondere gli organi genitali. Perché Noé ha una missione, rendere normale il sesso. E non solo l’atto sessuale ma anche gli organi genitali che a suo dire sono troppo nascosti nella società contemporanea, soprattutto al cinema. Ecco quindi che il Love gli attori fanno davvero sesso tra loro, proprio come nei film porno ma – si spera – con una recitazione migliore. E non è finita qui perché Love sarà un film in 3D, quindi non preoccupatevi se durante un threesome vi sembrerà di veder partire uno schizzo di sperma nella vostra direzione. È solo un effetto speciale. E in ogni caso avete gli occhiali a proteggervi. Naturalmente il problema principale di un film del genere è stato trovare gli attori, le star di Hollywood ovviamente non sono a disposizione per questo genere di performance mentre gli attori del porno non sono in grado di recitare in modo convincente (si veda ad esempio la noiosa prova di Sasha Grey in The girlfriend experience). Ecco quindi che il regista si è imbarcato in una serie di casting “informali” andando a conoscere i futuri attori nei luoghi più impensati per poter essere sicuro di trovare interpreti allo stesso tempo sufficientemente disinibiti da mettersi a nudo di fronte alla macchina da presa e abbastanza convincenti da sembrare veri. Il problema è che mentre di stupri e omicidi la maggior parte delle persone non ha (e non vuole avere) un’esperienza diretta, del fare all’amore invece quasi tutti sanno cosa sia e a cosa assomigli. Perché quindi, si chiede Noé, quest’esperienza così normale non può essere raccontata così come accade nella realtà sul grande schermo? Ecco quindi un’idea nuovisssimissima, il porno d’autore in 3D (che in quanto a noia se la batte con i porno femministi) Il risultato sarà un documentario sui threesome? Giudicate voi

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