Selvaggia Lucarelli contro il vittimismo dei napoletani

La benemerita blogger aggiunge: ma ho anche amici napoletani!1

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Qualche tempo fa Selvaggia Lucarelli si attirò le critiche di molti abitanti di Napoli perché aveva scritto che la città non si meritava i funerali di Pino Daniele. E più di recente come dimenticare la polemica con Anna Tatangelo? Sembrerebbe quasi che la Lucarelli abbia un problema con alcuni napoletani ma questi sono problemi suoi. Questa volta la Lucarelli, che sa bene come stare al centro dell’attenzione anche quando la faccenda riguarda qualcun altro, se la prende con l’eccessivo vittimismo dei cittadini partenopei, che non sono in grado di accettare le critiche (motivate) che vengono mosse alla città e ai suoi abitanti.

selvaggia lucarelli napoli giletti

SELVAGGIA LOVES NAPOLI – A scatenare la lamentela della showgirl l’attacco dei napoletani a Massimo Giletti, colpevole di essersi rivolto “ai napoletani” durante la puntata de L’Arena andata in onda domenica: «iniziate a far andare avanti la vostra città, che è indecorosa in certi punti abbandonata. Se lei esce dalla piazza centrale della stazione uno trova immondizia in tutti i vicoli». La vicenda di Giletti “aggredito sui social” (OMG) dà l’occasione alla Lucarelli per ricordare che anche lei a suo tempo è stata vittima dell’odio dei napoletani. Odio a suo dire mal riposto perché lei non solo ama la città ma ha anche diversi amici (e colleghi) napoletani:

Parli di Napoli sollevando questioni sulla città o su qualunque cosa riguardi Napoli e i napoletani e scoppia il putiferio. C’è gente che siccome mi sono permessa di dire che Napoli non doveva PRETENDERE i funerali di Pino Daniele mi ha tolto il saluto. Personaggi locali che non perdono occasione per insultarmi o deridermi sui loro canali perchè ormai hanno deciso che odio Napoli e cazzate del genere.

Ma come tutte le mamme e le maestrine che si rispettano le critiche della Lucarelli non vanno lette come frasi discriminatorie ma come atti d’amore verso Napoli. È un po’ la storia della mamma che ti fa mangiare una cosa cattiva perché fa bene, della maestra che ti dà l’insufficienza per il tuo bene o della fidanzata che ti lascia perché ti vuole troppo bene. Non si devono crucciare i napoletani se ogni tanto la Lucarelli dà loro una tiratina d’orecchie, perché in realtà lei fa il tifo per loro. Da qualche centinaio di chilometri di distanza. Ora siamo sicuri che Giletti non si meriti gli insulti di qualche napoletano; ricordiamo però che Napoli è una città di quasi un milione di abitanti e che quelli che si sono scagliati contro il conduttore (o contro la Lucarelli al tempo) non rappresentano la maggioranza degli abitanti. Certo però che se in un dibattito – come è successo domenica su Rai Uno – ti trovi ad essere dalla stessa parte di Matteo Salvini (questo la Lucarelli non lo dice però), ovvero di uno che per vent’anni ha detto senza mezzi termini che i napoletani sono delle merde e che quando il suo partito era al Governo del Paese non ha fatto nulla per risolvere la situazione devi farti qualche domanda. E non puoi pensare che in fondo “non hai detto nulla di male”.

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Poi  leggi commenti come questo di Ivan Mazzoletti che per spiegare che il problema sono proprio i Napoletani parla del pianoforte distrutto (da una persona con problemi mentali) alla stazione di Piazza Garibaldi. Dimenticando che un altro pianoforte del progetto United Street Pianos  in collaborazione con Grandi Stazioni  è  stato distrutto dai vandali, ma questo accadeva a Milano, la capitale morale d’Italia.

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