Parigi: i tifosi che scappano dallo stadio cantano la Marsigliese VIDEO

L’inno della Francia per dire no alla paura

parigi marsigliese

Dopo l’attacco allo Stade De France di Parigi mentre si giocava l’amichevole Francia-Germania i tifosi presenti nello stadio sono stati fatti evacuare. Mentre camminavano per raggiungere l’uscita hanno intonato l’inno francese, la Marsigliese, come segno di unità e di risposta alla paura che i terroristi vogliono infondere al mondo.

Parigi: i tifosi che scappano dallo stadio cantano la Marsigliese VIDEO

Evacuation du Stade de France : le public chante la MarseillaiseEvacuation du Stade de France : le public chante la Marseillaise

Posted by Fdesouche on Venerdì 13 novembre 2015

PARIGI: L’ATTACCO ALLO STADE DE FRANCE – Quanto è finita Francia-Germania? Se c’è una partita che nella storia del calcio vedrà cancellato il risultato dai ricordi dei suoi ottantamila spettatori, è l’amichevole dello Stade de France. La partita dei gol, ma soprattutto della morte e del panico. A 292 giorni dall’Europeo 2016, quel boato al minuto 16′ della sfida tra i campioni del mondo e gli ospiti del prossimo torneo continentale era “sembrato in primo momento solo un petardo, uno dei tanti che sentiamo nei nostri stadi”, come ha raccontato Oscar Damiani, ex giocatore e ora procuratore presente a Parigi per seguire l’amichevole. Ma nello Stade de France non succede, un petardo. Se succede, è strage terroristica, non gioco d’ultrà. Così lo stadio più grande di Francia, l’impianto pulifunzionale da calcio e da rugby ma anche da concerti, lì dove Zidane diede alla Francia il mondiale ’98 e Euro 2016 vuole celebrare la sua finale, si è trasformato ancora una volta: non più teatro dei sogni ma palcoscenico del panico, con la foto ricordo delle migliaia di spettatori che a partita finita sono entrati in campo, devastati dal terrore e dall’incapacità di sapere cosa fare. Le esplosioni, raccontano i testimoni, sono state due. Il gioco non si è fermato, l’attenzione del pubblico in parte sì: anche se fuori da quel mondo a parte, per le vie della Ville Lumiere, stava scoppiando una vera e propria guerra, una sparatoria dietro l’altra, i morti, gli ostaggi, le strade devastate dal sangue. E piano piano le prime notizie sono arrivate via radio anche a chi da dentro lo splendido impianto parigino stava seguendo l’incontro. “La partita si è giocata, al momento non ci si era resi conto pienamente della situazione”, racconta Damiani, senza poter spiegare la scelta dell’arbitro spagnolo Lahoz di far proseguire. Di fatto le autorità – tra l’incertezza e il timore di scatenare il panico tra le migliaia di spettatori – avevano scelto di non diffondere notizie e di lasciar giocare. Ma il presidente Hollande, presente allo stadio – e ritratto sorridente dai fotografi, prima del fischio d’inizio – veniva nel frattempo evacuato dalle forze di sicurezza, mentre le uscite dello Stade erano sigillate per impedire attacchi dell’esterno. Il gol di Giroud nel minuto di recupero del primo tempo, il raddoppio di Gignac a 4′ dal termine, il ritorno in campo dopo 14 mesi di Mario Gomez, in campo diversi ‘italiani’, da Khedira a Pogba, da Rudiger a Evra: dettagli di di cronaca, seguiti da quel finale che rimarrà il vero risultato di Francia-Germania. I giocatori hanno esultato ai gol: non sapevano nulla della strage di fuori. Solo alla fine il presidente della federazione francese li ha informati del match surreale di cui erano stati protagonisti involontari. “Ci avevano detto che le porte erano chiuse, ma ne ho trovata una aperta e sono scappato via – racconta ancora Damiani – non so come, ma ho avuto la fortuna di trovare un taxi e scappare in albergo, mentre tutta Parigi era in preda alla pazzia”. Comprese le decine di migliaia di tifosi scesi in campo allo Stade de France, in preda al panico di una partita che sarà per sempre ferma nella memoria.

L’esplosione allo Stade De France durante Francia-Germania

La fuga dallo Stade de France

 

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