Anonymous dichiara guerra all’ISIS (di nuovo)

Dopo gli attacchi di Parigi torna alla ribalta #OpIsis, l’operazione di Anonymous per cancellare il Califfato dall’Interwebs

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Era già successo a gennaio dopo l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, all’epoca Anonymous aveva giurato vendetta nei confronti di coloro che volevano silenziare la libertà d’espressione. Una dichiarazione in linea con quello che rappresenta uno dei nuclei forti dell’identità di Anonymous (so che può sembrare un controsenso) ovvero la lotta per la difesa della libertà di poter esprimere il proprio pensiero senza timore di censure o ritorsioni.

CHE FINE HA FATTO #OPSISIS? – Era la nascita di OpIsis, una campagna globale condotta via Internet per contrastare la macchina della propaganda del Califfato e che mirava ad esporre la vera identità di coloro che si nascondevano dietro gli account “ufficiali” dei fiancheggiatori dell’ISIS. Un’operazione che ha avuto come risultato la pubblicazione di una lista di 26.000 account collegati alle attività di Daesh. Una lista non perfetta, perché dentro c’erano finiti per errore anche gli account di Al-Jazeera e di alcuni giornalisti.

L’operazione, come tutte quelle condotte da Anonymous ha avuto i suoi alti e i suoi bassi, certo gli Anon sostengono di aver attaccato e smantellato oltre un centinaio di siti dell’ISIS (la maggior parte degli attacchi è stata condotta dal Ghost Security Group) ma non si può dire che sia stata un vero e proprio successo. Ieri un account collegato ad Anonymous aveva ribadito che la guerra contro l’ISIS non era finita, oggi è stato pubblicato su YouTube un video in cui Anonymous esprime la propria solidarietà alle vittime e annuncia nuove azioni di guerriglia digitale contro la presenza di Daesh su Internet. È forse la prima volta, fanno notare alcuni commentatori, che l’agenda politica del gruppo di hacktivisti coincide con quella delle grandi potenze militari (certo, se si esclude quando uno degli Anon più famosi – Sabu – si mise in affari con l’FBI nel 2011).

Non dobbiamo aspettarci troppo quindi da #OpIsis, soprattutto perché l’obiettivo sembra essere davvero al di sopra delle capacità di Anonymous per come abbiamo imparato a conoscerlo fin ora. Certamente impedire ai jihadisti di fare propaganda e proselitismo via Twitter toglierà un po’ di visibilità all’ISIS ma non bisogna dimenticare che Al-Baghdadi e i suoi non fanno proselitismo unicamente (e nemmeno principalmente a dirla tutta) tramite i social network. Questa è l’idea distorta che abbiamo noi. Quindi in definitiva, ben venga la solidarietà di Anonymous nei confronti delle vittime dei Parigi, ma dovendo scegliere da che parte stare io preferisco stare con ISIS-chan

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