La nuova svolta nel caso di Ylenia Carrisi

Clamorosa svolta nel caso della scomparsa della figlia di Al Bano e Romina Powers: sarebbe stata uccisa da un serial killer nel 1994, la polizia ha prelevato i campioni di DNA che devono essere ancora analizzati

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Che fine ha fatto Ylenia Carrisi? Se lo chiedono in molti da quando la figlia di Al Bano e Romina Powers è misteriosamente scomparsa a New Orleans il 31 dicembre 1993. All’epoca la primogenita di Al Bano e Romina aveva 24 anni e aveva già intrapreso una carriera nel mondo dello spettacolo: era stata infatti la valletta della prima edizione de La Ruota della Fortuna. Oggi, dopo ventidue anni dalla scomparsa di Ylenia sono state pubblicate alcune rivelazioni che potrebbero mettere la parola fine alla vicenda.

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UCCISA DA UN CAMIONISTA SERIAL KILLER – Secondo quanto riportano diversi giornali Ylenia Carrisi sarebbe stata uccisa da Keith Hunter Jesperson, l’uomo che nel 1996 confessò di aver ucciso una ragazza di nome Suzanne alla quale aveva dato un passaggio a Tampa, in Florida. Jasperson è stato arrestato nel 1995 e riconosciuto colpevole di almeno quattro omicidi (più altri quattro presunti anche se lui sosteneva di averne commessi almeno 160) e per questo condannato all’ergastolo. Secondo gli investigatori quella Suzanne altri non è che Ylenia. Poco prima di scomparire infatti la figlia dei Carrisi frequentava un artista di strada di New Orleans e si faceva chiamare Suzanne. Le ossa della vittima di Jasperson sono state rinvenute il 15 settembre 1994 a Crestview in Florida e fino ad ora non è stato possibile accertarne l’identità. Secondo l’Interpol la pista è considerata attendibile e sono già stati fatti prelevare campioni di DNA da tutti i membri della famiglia Carrisi-Powers per poterli confrontare con i resti della donna uccisa nel 1994.

Una foto recente di Keith Hunter Jesperson, noto anche con il nome di Happy Face Killer (fonte: murderpedia.org)

Una foto recente di Keith Hunter Jesperson, noto anche con il nome di Happy Face Killer (fonte: murderpedia.org)

In attesa che la polizia scientifica completi gli accertamenti per stabilire se “Suzanne” è davvero Ylenia Carrisi c’è da ricordare che in passato un altro uomo è stato sospettato di aver ucciso Ylenia, si tratta di Alexander Masakela, l’artista di strada con il quale la Carrisi è stata vista una delle ultime volte e che per anni è stato il principale indiziato della scomparsa della giovane e che è stato accusato da Romina Powers di aver fatto entrare la figlia, grazie all’uso di droghe, all’interno di un giro di prostituzione simile alla tratta delle bianche. Altri invece sostengono che l’allontanamento di Ylenia sia stato volontario, una specie di viaggio on the road, mentre per Albano, che ha presentato due anni fa istanza di dichiarazione di morte presunta la fine della figlia sarebbe stata causata dall’uso di stupefacenti. Non sono mancate in ogni caso le ipotesi più fantasiose, ad esempio quella secondo la quale Ylenia sarebbe stata sbranata dagli alligatori del Missisipi oppure l’altra secondo cui Ylenia si sarebbe fatta suora e vivrebbe in un monastero in Arizona.

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Nel frattempo gli sciacalli di Libero, dall’alto della loro esperienza di rosicchia ossa tentano di coinvolgere i lettori nel dramma.

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