La storia di Sebastien, l’eroe che ha salvato la ragazza incinta appesa alla finestra del Bataclan

In mezzo all’orrore degli attentati di Parigi ci sono storie che vale la pena raccontare. Come quella di Sebastien, il ragazzo che ha salvato una donna incinta appesa a una finestra del Bataclan per cercare di sfuggire ai terroristi

SEBASTIEN RAGAZZA INCINTA BATACLAN

In mezzo all’orrore degli attentati di Parigi ci sono storie che vale la pena raccontare. Come quella di Sebastien, il ragazzo che ha salvato una donna incinta appesa a una finestra del Bataclan per cercare di sfuggire ai terroristi. Ecco come la racconta il Corriere:

Lei è la ragazza vestita di nero e sospesa nel vuoto, immortalata nel video del giornalista di Le Monde Daniel Psenny, simbolo della paura e della forza di vivere, lì appesa disperatamente al davanzale della finestra a quindici metri da terra per salvare se stessa e il bambino nella sua pancia. Lui, Sebastien, non lo avevamo visto: sono quelle due braccia sospese sopra di lei, che sempre nel medesimo video, prima la sorreggono per qualche minuto e poi la sollevano verso l’interno. Da venerdì notte non si sapeva più nulla di lei, inghiottita dalla finestra, finché domenica notte è ricomparsa in un tweet di un amico, Frans Torreele, che chiedeva di far circolare il suo appello: «La donna che avete visto sospesa…desidera ritrovare la persona che l’ha tirata su e così l’ha salvata. Vuole ringraziarla».

LA STORIA DI SEBASTIEN E DELLA RAGAZZA INCINTA AL BATACLAN – Grazie a quel tweet in poco tempo i due si sono scambiati i numeri di telefono, per parlarsi e poi per incontrarsi e abbracciarsi dopo l’orrore: “Grazie a Twitter il fratello dell’uomo che l’ha salvata mi ha mandato una email. A quel punto, grazie anche alla mia amica, sono riuscito a verificare che si trattava della persona giusta e si sono scambiati i numeri di telefono. Anche lui sta bene e questo è quello che volevamo sapere”

Sebastien era al Bataclan con un amico, Jeff, e l’incontro con la ragazza della finestra non è stato che un momento nella sua serata da incubo. Quando gli spari sono cominciati aveva appena lasciato il bar per andare sotto il palco, e questo lo ha salvato. Chi si trovava al bar, è stato tra i primi ad essere preso a fucilate dai terroristi perché era davanti all’ingresso. «Ho visto un ragazzo davanti a me con una pallottola nella testa», racconta Sebastien al giornale di Arles La Provence. Non sono ancora le dieci. Qualcuno urla che c’è un’uscita di sicurezza dietro il palco, Sebastien cerca, a sinistra niente, a destra c’è una porta ma dà su un locale con una finestra. Si affaccia per capire se è una possibile via di fuga. Sente la donna che urla: «Sono incinta», lei vorrebbe buttarsi sotto, ma è il caos e non c’è nessuno a prenderla. Neppure il tempo di pensare, Sebastien si sposta all’altra finestra si aiuta appoggiandosi all’impianto dell’aria condizionata e la tiene, uno, due forse qualche altro minuto finché lei, stremata, gli chiede di tirarla su.

Sebastien ha rischiato la sua vita per salvare quella donna:

“Sono tornato nel mio nascondiglio . Ho sentito un kalashnikov contro la mia gamba. Uno dei terroristi mi ha detto: ‘Scendi, mettiti a terra’. E’ lì che ha incominciato a prendere in ostaggio 15 persone. Dal balcone sparavano alle persone che si trovavano nella strada. Sentivamo urla. Ci hanno detto: ‘Siamo qui per farvi subire quello che gli innocenti subiscono in Siria. Sentite le grida di sofferenza? E’ la guerra, è solo l’inizio. Andate a dirlo a tutti!”. A quel punto gli ostaggi hanno pensato che forse c’era una speranza di salvezza: “Ci hanno chiesto di chiamare dei giornalisti, ma non abbiamo trovato nessuno. Poi mi hanno chiesto se il danaro era importante per me e hanno bruciato dei biglietti da 50 euro. Fra loro parlavano francese”.

Il video della ragazza incinta al Bataclan e di Sebastien

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