Cosa succede se Veronica Panarello ottiene l’infermità mentale?

Il Gup ha disposto che la mamma di Lorys Stival venga sottoposta a perizia psichiatrica prima dell’inizio del processo che si terrà con il rito abbreviato

veronica panarello parla lorys stival infermità mentale rito abbreviato

La strategia difensiva dei legali di Veronica Panarello, la mamma di Lorys Stival, è chiara: evitare a tutti i costi l’ergastolo. Questa mattina infatti il legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita ha presentato al Gup due richieste, la prima era quella di una perizia psichiatrica sulla Panarello, la seconda invece riguardava la possibilità di poter accedere al rito abbreviato. In un primo momento il Gup aveva rifiutato la perizia, ma alla fine la richiesta è stata accolta e il Gup ha disposto che la Panarello venga giudicata con il rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica. La perizia si dovrebbe tenere dopo il 14 dicembre quando verrà nominato il perito (oppure i periti) che effettueranno la perizia psichiatrica sulla mamma di Lorys Stival. Quando il giudice avrà in mano i risultati dell’esame allora il processo potrà continuare.

VERONICA PANARELLO LORYS STIVAL (12)

IL RITO ABBREVIATO PER EVITARE L’ERGASTOLO – Le accuse di cui Veronica Panarello dovrà rispondere in tribunale di omicidio volontario aggravato e di occultamento di cadavere, a queste due accuse il PM ha oggi aggiunto anche l’aggravante della premeditazione. Una contromossa della Procura che non crede affatto all’infermità mentale della donna che evidentemente punta a essere dichiarata incapace di intendere e di volere al momento del delitto. Una strategia che si è andata delineando fin da quando la Panarello ha confessato al marito di non aver portato il bambino a scuola quella mattina del 29 novembre 2014 e di avere “un buco” per quanto riguarda gli eventi successivi. E soprattutto dopo aver detto che Lorys sarebbe morto per un incidente durante un gioco con le fascette di plastica in seguito al quale sarebbe stata proprio lei a portare il cadavere di Lorys nel canalone nel quale è stato ritrovato. Con i dovuti distinguo del caso quello cui stiamo assistendo oggi è qualcosa di simile da quanto detto all’epoca da Annamaria Franzoni, anche lei  con dei vuoti di memoria e anche lei tentò la strada della perizia psichiatrica, anzi due. Una, quella del 2003, stabilì la capacita di intendere e volere al momento del delitto; perizia contestata anni dopo dal Prof. Ugo Ferrari che fu il perito dell’accusa. La seconda, dopo la sentenza della Cassazione del 2007, fu fatta sul materiale audio-video già esistente perché la Franzoni si oppose a incontrare il collegio dei periti. E anche la mamma di Cogne venne giudicata con il rito abbreviato. E fu proprio per questo che riuscì ad evitare l’ergastolo ed essere condannata a 30 anni di reclusione in primo grado (condanna ridotta a 16 in appello in virtù della concessione delle attenuanti generiche). Il meccanismo del giudizio abbreviato, cui potrà accedere anche la Panarello prevede infatti che la decisione venga presa durante l’udienza preliminare sugli atti raccolti dal fascicolo del PM. Se il giudice emette un verdetto di colpevolezza allora la condanna verrà ridotta di un terzo della pena. Nel caso la pena prevista per il reato da giudicare sia l’ergastolo allora la condanna verrà ridotta a trent’anni.

 

davide stival loris veronica panarello

LO SCOPO DELLA PERIZIA PSICHIATRICA – Se la perizia psichiatrica dovesse stabilire l’infermità mentale della donna (probabilmente la Panarello e il suo legale puntano al riconoscimento di una diagnosi di schizofrenia) e venisse riscontrato che non era capace di intendere e di volere al momento in cui ha commesso il delitto la mamma di Lorys non potrebbe essere processata per omicidio volontario  e tanto meno potrebbe essere applicata l’aggravante della premeditazione poiché i disturbi della personalità che incidono sulla capacità di intendere e di volere concorrono alla  non imputabilità dell’imputato come previsto per altro dall’articolo 85 del codice penale che dice che “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se, al momento in cui lo ha commesso, non era imputabile. È imputabile chi ha la capacità d’intendere e volere”.  Questo però non significa che, qualora la perizia fosse “favorevole” alla Panarello la donna sarebbe immediatamente libera ma solo che non potrà essere processata per il reato che ha commesso. Il destino della donna sarebbe quindi legato al fatto di essere definita o meno,  una persona “socialmente pericolosa”. Secondo quanto previsto dalla legge Veronica Panarello potrebbe quindi essere sottoposta a diverse misure restrittive che vanno dalla libertà vigilata al ricovero, per un periodo inferiore alla pena prevista (insomma la perizia serve anche a ottenere uno sconto di pena), in una struttura riabilitativa. Ma quale? Un tempo si sarebbe trattato degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) che dagli anni Settanta sostituirono i manicomi criminali. Una legge del 2012 però ha abolito – a partire dal 31 marzo 2015 –  anche gli Opg (creando non pochi problemi). Nel 2015 quindi gli Opg sono stati chiusi, per essere sostituiti con un altro tipo di struttura: i REMS (Residente per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) che però ad oggi non sono stati ancora attivati.

0 commenti per “Cosa succede se Veronica Panarello ottiene l’infermità mentale?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rubriche