Perché la Cassazione vuole annullare la condanna di Alberto Stasi

Il sostituto procuratore della Cassazione chiede l’annullamento con rinvio. Nella requisitoria il pg ha detto che la sentenza del 2014 “è fatta male” e critica il modo in cui sono state raccolte le prove a carico di Stasi

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La mattina del 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene massacrata nella sua abitazione di Garlasco (Pavia), ai Carabinieri arriva la telefonata del fidanzato Alberto Stasi che dice: “Credo che abbiano ucciso una persona…c’è tanto sangue dappertutto“. Inizia così quello che per i giornali diventerà il Giallo di Garlasco. Dopo otto anni di indagini per la Procura Stasi (che oggi ha 31 anni) è ancora l’unico vero colpevole. Per l’omicidio di Chiara Poggi Stasi è stato condannato nel 2014 in secondo grado dalla Corte di Appello di Milano a 16 anni di reclusione. Ma precedentemente Stasi era stato assolto sia in primo che in secondo grado (2009 e 2011). La sentenza d’appello del 2011 era però stata annullata annullata dalla Cassazione nel 2013.

 

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Chiara Poggi, la vittima dell’omicidio di Garlasco

COSA È SUCCESSO OGGI IN AULA – Oggi il sostituto procuratore generale di Cassazione Oscar Cedrangolo ha chiesto di annullare con rinvio la condanna del 2014 emessa dalla Corte d’Appello di Milano. Cedrangolo ha messo in luce la “debolezza dell’impianto accusatorio” ma non è compito suo giudicare se Stasi sia colpevole o innocente, ma solo se la sentenza del 2014 sia “fatta bene o fatta male” e per questo ha chiesto di annullarla. Questo non significa che Stasi verrà assolto perché la Cassazione ha chiesto l’annullamento con rinvio, ovvero un nuovo giudizio per il fidanzato di Chiara Poggi. Oscar Cedrangolo ha infatti precisato che “l’annullamento deve essere disposto sia in accoglimento del ricorso del pg, sia di quello dell’imputato. Perchè se Alberto è innocente deve essere assolto, ma se è colpevole deve avere la pena che merita“. Ma perché questa richiesta? Nella sua requisitoria il sostituto pg ha spiegato che sono necessari ulteriori accertamenti. Ad esempio quello sulle scarpe. per identificare quelle dell’assassino (numero 42 marca Frau) ci sono voluti sette anni; inoltre Cedrangolo ha sollevato dubbi anche circa il famoso percorso fatto dall’assassino per uscire dall’abitazione dei Poggi: “se le scarpe dell’aggressore erano copiosamente imbrattate di sangue, perché le impronte sono state ritrovate sul tappetino del bagno, come mai non sono state evidenziate le impronte di uscita fino alla porta d’ingresso. Mistero“. Secondo il sostituto Pg “questa è un’altra incongruenza che merita accertamento“. Medesimi interrogativi per quanto riguarda le impronte sul dispenser di sapone liquido in bagno, il Pg ha detto “che l’imputato frequentava la casa: ci mangiava, ci dormiva, ci faceva l’amore e da un punto di vista razionale non aveva alcun interesse a cancellare le sue impronte”. Cedrangolo ha ancora sottolineato che “sono 24 le persone che si sono recate in quell’appartamento prima che vi accedessero i Ris per i rilievi”,  i quali “non si sono dimostrati affidabili per l’impossibilità di verificare l’essiccamento del sangue e per il massiccio inquinamento del luogo“. Insomma ci sono troppi dettagli del quadro probatorio che non tornano ed è quindi per fare davvero Giustizia che il pg ha chiesto l’annullamento con rinvio. Ma non è solo l’inquinamento del luogo del delitto ad essere tra i “responsabili” della difficoltà di fare chiarezza sulla vicenda. Secondo Cedrangolo anche l’eccessiva spettacolarizzazione di tutta la vicenda processuale da parte dei media ha avuto un ruolo importante nel creare confusione inquinando “la capacità di giudizio degli spettatori, tra i quali, forse nessuno ci pensa, rientrano anche i giudici, togati e popolari, di queste vicende”. 

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Le scarpe di Stasi, una delle prove contestate dal sostituto pg della Cassazione

COSA SUCCEDE ORA? – Se dovesse venire accolta la richiesta della Cassazione allora sarà necessario celebrare un nuovo processo. Dal quale Stasi potrebbe uscire nuovamente colpevole o nuovamente innocente. C’è da dire che se il pg della Cassazione propone di celebrare un nuovo processo ma al tempo stesso nella sua requisitoria dice che le prove raccolte fino ad ora non sono utili ad incriminare Stasi si può supporre che al nuovo processo, stante quanto detto oggi in Aula, Stasi potrebbe essere nuovamente assolto. Solo che forse Cedrangolo non si vuole prendere la responsabilità di chiedere l’annullamento della sentenza, quindi rinvia la decisione ad un altro processo. Ma non è finita qui perché la quinta sezione del Tribunale di Milano ha anche altre due possibilità. La prima è confermare  la sentenza di condanna di Stasi a 16 anni, eventualmente accogliendo la richiesta della Procura che chiede l’aggravante della crudeltà (non riconosciuta in appello) che comporterebbe un aumento della pena. La seconda invece è l’accoglimento delle istanze presentate dalla difesa di Stasi, quindi l’annullamento della sentenza e il proscioglimento dell’unico imputato.

 

 

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