La petizione di Rocco Siffredi alla Ministro dell’Istruzione Giannini

Educazione sessuale nelle scuole, ci pensa Rocco? Forse è meglio di no

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La pornografia dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale? Così inizia la modesta proposta di Rocco Siffredi per aiutare la Scuola italiana nell’insegnamento dell’educazione sessuale. Rocco dichiara di volerci mettere la faccia, perché con trent’anni di esperienza alle spalle (alle spalle delle sue colleghe, verrebbe da dire) e più di 2000 film girati da attore (e quante ne ha girate) il Grande Siffredi dice di avere le giuste credenziali per insegnare un tema così importante ai giovani.

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ROCCO SIFFREDI PER IL SOCIALE – Non è la prima volta che Rocco si spende per aiutare la società, ed in effetti è vero quello che dice, che imparare la sessualità guardando i porno non è il massimo. Non tanto perché nei porno non si impari tecnicamente come si fa sesso. Certo, a modo loro i porno attori sono degli atleti che riescono a fare cose (e mettersi in posizioni) che per un principiante non sono facili. Sarebbe un po’ come cercare di imparare a camminare guardando una gara di Usain Bolt. Ma il problema di “auto-educarsi” alla sessualità con la pornografia è un altro. La sessualità non è solo la mera esecuzione dell’atto sessuale ma anche la capacità di rapportarsi all’altro, ai suoi desideri, ai suoi limiti. Nei porno questo non accade. Il rischio è quindi che gli adolescenti il cui avvicinamento al sesso è mediato unicamente dal medium pornografico possano avere qualche difficoltà nell’imparare a venire incontro (non in quel senso) alle reali necessità del partner. Non è un problema di sviluppare fantasie erotiche, quanto quello di non saper comprendere quando e soprattutto con chi una fantasia può tradursi in realtà e quando invece no. L’educazione sessuale, così come è concepita (lololol) non è un insegnamento dell’aspetto fisico della sessualità, ma della componente emotiva e degli aspetti legati alle malattie sessualmente trasmesse (avete mai fatto caso che nei porno non si usano preservativi?) e ad altri rischi come quello delle gravidanze indesiderate.

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Un giovane Rocco Siffredi in azione

Ma cosa c’entra quindi un pornoattore in tutto questo? Lo spiega Rocco nella sua lettera alla Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini:

In occasione della giornata mondiale dell’orgasmo (22 dicembre), voglio lanciare questo appello, perché il sesso è una cosa bellissima. Ci metto la faccia e l’esperienza, offro la mia completa disponibilità a visitare le scuole italiane e a farmi promotore in prima persona di questa iniziativa.

Perché proprio io? Perché faccio il mio lavoro da 30 anni e ho acquisito abbastanza esperienza per assicurare che quello che faccio io non è educazione sessuale, bensì altro, pornografia appunto.

I ragazzi hanno il diritto di aprirsi, fare domande, avere risposte, ricevere una formazione su una delle cose più belle e importanti nella vita.

Insomma Rocco, al di là del rispondere alle legittime curiosità degli adolescenti, dice che lui non è un educatore e che il suo “tour” nelle scuole ha lo scopo di spiegare che la pornografia non si può sostituire all’educazione sessuale. C’è da chiedersi, lasciando per un attimo da parte l’aspetto provocatorio della proposta, che senso abbia portare un pornoattore nelle scuole per dire che la pornografia non è educazione sessuale. Non serve l’esperienza trentennale di Rocco Siffredi per dirlo ed essere credibili. Forse la scuola italiana non ha bisogno di Rocco. Non perché Siffredi fa porno e quindi è un pervertito, ma perché i genitori stanno già facendo molta fatica ad accettare l’idea che a scuola si parli di educazione sessuale, alcuni denunciano il complotto del Gender e della Lobby Gay. La presenza di Rocco nelle scuole ad insegnare una materia così delicata di sicuro non aiuterà quei docenti che ogni giorno si scontrano con i pregiudizi dei genitori. Nel 2011 Sasha Grey, nel tentativo di far vedere di essere un’attrice impegnata e socialmente responsabile si prestò a partecipare ad una lettura di fiabe in una scuola elementare negli USA. Era vestita, c’era un’insegnante con lei, eppure i genitori non furono contenti dell’iniziativa. Alle volte è solo una questione di opportunità. È opportuno che Rocco, visti i precedenti e i problemi italiani con l’educazione sessuale nelle scuole vada in giro a spiegare cos’è la pornografia? No. In un mondo ideale sarebbe una cosa possibile? Sì.

 

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Vi ricordate quando Sasha Grey ha letto dei racconti per l’infanzia?

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