I Nuovi Mostri all’assalto del cadavere di David Bowie

La morte di David Bowie per alcuni è un pretesto per parlare solo di sé stessi

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C’è vita su Marte? si chiedeva David Bowie nel lontano 1971. Quarantacinque anni dopo abbiamo la certezza che su Marte non ci sia la vita e grazie alla scomparsa del Duca Bianco iniziamo a dubitare dell’esistenza della vita intelligente sul nostro pianeta. Almeno stando a leggere i messaggi di cordoglio che le celebrità nostrane lanciano nell’Interwebs per far sapere a tutti che sono vive e lottano ancora in mezzo a noi. Sono i nuovi mostri della Rete, quelli per cui ogni occasione è buona per parlare di sé.

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Lasciamo perdere le premonizioni di Verdone che ci rivela – oggi – il vero significato dell’ultimo lavoro di Bowie e di come si capisse benissimo che stava per morire. Si inizia con un messaggio elettorale postato dalla pagina di Beppe Sala, il candidato di fede renziana alle primarie PD per la poltrona di sindaco di Milano, per il quale David Bowie è la Milano che vorremmo. Perché in fondo cosa c’è di meglio che riassumere la traiettoria artistica e umana di Bowie dicendo sostanzialmente che era un gran lavoratore che sapeva parlare a tutti? Niente di più banale, ed in fondo sono proprio le stesse cose che si dicono in giro di Beppe Sala commissario Expo candidato sindaco del PD. Dall’altra parte della barricata ci sta Mario Adinolfi, evidentemente a corto di argomenti sul gender e sulla famiglia naturale se la prende con quei preti che non fanno il loro lavoro attaccando il DDL Cirinnà sulle unioni civili per gli omosessuali e postano ricordi di David Bowie (che notoriamente non era uno stinco di santo). Le legioni di Cristo non possono certo mettersi a cincischiare di cose pop.

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Ed in effetti l’uscita del Cardinale Gianfranco Ravasi fa sorridere, in fondo quel “may God love be with you” cantata in Space Oddity ha ben altro significato.

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Dj Aniceto ci ricorda che prima o poi l’abuso di droghe ci presenta il conto e se morire di cancro a 69 anni dopo aver cambiato la musica mondiale è il prezzo da pagare datemi subito il numero di El Chapo

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Il grande esperto di cospirazioni globali e di musica Red Ronnie sbaglia per l’emozione il titolo dell’ultimo disco di Bowie

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Alba Parietti mette in scena con la complicità di Morgan dei Bluvertigo l’omaggio a Bowie più surreale, che ci fa ben comprendere cosa resta a noi comuni mortali e l’entità della perdita che abbiamo subito.

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È un ciclo che si chiude…

Potevano mancare gli indagatori dell’Occulto di Lo Sai Cospirazioni e Sette Segrete? Certo che no, i furbetti acchiappa click riciclano (è di novembre) per l’occasione un’esilarante recensione di Blackstar, che definisce il brano l’ultimo singolo estratto da Blackstar quando in realtà l’ultimo video è quello di Lazarus. Il tutto ovviamente senza dire nullla.

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Ma il premio Mostro del Giorno lo vince Daria Bignardi (definita “tra le prime fan di David Bowie”), che nell’occasione della morte di Bowie trova modo di parlare della sua (di lei) carriera e si lancia in arditi e inesistenti parallelismi con la vita del Duca concludendo che in fondo Daria è un’incarnazione di Bowie. La Bignardi per l’occasione ha riciclato un vecchio pezzo scritto per Donna nel 2003

Con dei personaggi come lui trovi sempre la bellezza, è per questo che ci sentiamo tutti lui, siamo tutti David Bowie. A dire il vero io penso già di essere lui. Mi rendo conto che questa affermazione può sembrare forte ma avete presente quel gioco ‘se fosse un fiore quale fiore sarebbe..?’, se io fossi una rockstar sarei David Bowie. Come lui ho cominciato a lavorare prestissimo. Come lui, ho avuto una giovinezza turbolenta. Come lui, sono condannata a cambiar pelle di continuo se no mi deprimo. Come lui, ho scoperto le gioie della famiglia a quarant’anni. Come lui, penso che invecchiando divento la persona che avrei voluto essere. Come lui, il mio motto è: se una cosa funziona buttala via.

Ed in effetti è per questo che Daria Bignardi ha preso una cosa che funzionava in Rai (L’era glaciale) portandola a La 7 (Le invasioni barbariche) e l’ha buttata riproponendola uguale per dieci anni. Chapeau Ziggy Bignardi.

Un commento per “I Nuovi Mostri all’assalto del cadavere di David Bowie”

  1. Marco scrive:

    Aggiungerei anche questa: il post più antipatico sulla morte di David Bowie è stato quello di Carlo Verdone, dove Verdone dice che “nel giro si sapeva” della malattia di Bowie (non lo sapevano nemmeno i musicisti che lavoravano a BLACKSTAR, ma Verdone sì, perché lui è “nel giro”) e che lui aveva incontrato Bowie “a casa di Versace” – insomma, un post per piazzarsi “tra quelli che contano”.

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