Diaw Cheik Tidianee: le ammissioni dell’uomo fermato per l’omicidio di Ashley Olsen

Ha inserito la propria scheda telefonica nel cellulare di Ashley

Diaw Cheik Tidianee ASHLEY OLSEN

Diaw Cheik Tidianee, l’uomo fermato per l’omicidio di Ashley Olsen ha ammesso le proprie responsabilità; il senegalese fermato la notte scorsa con l’accusa di aver ucciso Ashley Olsen, la 35enne americana trovata morta nella sua casa a Firenze ha detto di non aver avuto l’intenzione di uccidere, di averla incontrata in un locale e di essere andato in casa con lei. I due – ha raccontato – hanno avuto un rapporto sessuale ma poi hanno litigato. Lui l’ha spinta e lei ha battuto la testa. I segni di strangolamento sarebbero legati al fatto che avrebbe cercato di rialzarla. Ashley Olsen ha subito “due fratture al cranio” ed “altre lesioni che da sole le avrebbero procurato la morte”. Lo ha precisato il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo. Finora si era parlato solo dello “strangolamento”. Tale violenza tende a fare escludere il “semplice” gioco erotico finito male. “Non c’e’ nessuna traccia di gioco erotico”, ha ribadito il Procuratore capo di Firenze che comunque, aspetta “le analisi tossicologiche” sul corpo di Ashley Olsen. Lei e il suo presunto killer fermato questa notte, ha precisato Creazzo, “non risulta che si conoscessero” prima dell’incontro poi risultato fatale. Diaw e’ stato fermato in via Andrea del Castagno a Firenze, dove viveva. Sembra che i due si fossero conosciuti la sera stessa in discoteca, al Montecarla.

DIAV CHEIK TIDIANEE: CHI È IL FERMATO PER L’OMICIDIO DI ASHLEY OLSEN – Si chiama Diaw Cheik Tidianee, il giovane senegalese fermato questa notte per l’omicidio aggravato di Ashley Olsen, la 35enne americana trovata strangolata nel suo appartamento del centro storico del capoluogo toscano sabato scorso. A dare i dettagli che hanno portato al fermo del giovane del 1988, il Procuratore Capo di Firenze Giuseppe Creazzo durante una conferenza stampa, in corso. “Il giovane e’ del tutto sconosciuto alla polizia, incensurato – ha spiegato Creazzo – e’ arrivato in Italia per raggiungere il fratello. A suo carico sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza. Il fatto che alcuni testimoni abbiano visto il ragazzo allontanarsi con Ashley dalla discoteca ‘Montecarla’, i filmati delle telecamere lo hanno ripreso entrare con la ragazza nel suo appartamento ed in più ha inserito la propria scheda telefonica nel cellulare di Ashley. Le prove decisive pero’ – ha concluso Creazzo – sono arrivate ieri e sono le prove dei reperti biologici”. Il Procuratore Capo ha aggiunto che si sarebbe consumato fra l’omicida e la vittima un rapporto sessuale consenziente, ma smentisce la tesi del gioco erotico finito male. Creazzo spiega anche che i due non erano lucidi: “Aspettiamo gli esami tossicologici su Ashley – ha detto – Abbiamo elementi per pensare che avessero assunto sostanze che non li rendevano lucidi, alcol di sicuro, forse altro. Non risulta che si conoscessero”. Il giovane africano è stato fermato per omicidio aggravato dalla squadra mobile in un’abitazione in via Andrea del Castagno a Firenze, dove abitava da quando era arrivato da alcuni mesi in Italia. “Era un immigrato clandestino”, ha precisato Creazzo. Il 27enne era incensurato e non era conosciuto dalle forze dell’ordine. Non risulta che il senegalese fosse uno spacciatore ed ha detto agli investigatori che viveva “facendo piccoli lavori”, come ad esempio distribuire volantini per le discoteche. Il senegalese è stato portato nel carcere di Sollicciano. La Procura gli contesta il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà e per aver agito a danno di un soggetto in posizione di minorata difesa

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