Cosa succede se si usano gli stick vaginali giapponesi

I japanese vaginal stick promettono di far diventare stretta la vostra vagina per poter provare più piacere. Ma non dicono che la rendono anche più asciutta e che il piacere è solo per lui

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Ultimanente ha preso a circolare la storia dell’ennesima nuova moda che impazza tra le ragazze, dopo gli assorbenti interni imbottiti di vodka per sballarsi prima e il Tantum Rosa utilizzato come collutorio ecco la pericolosa novità che viene nientemeno che dal Giappone. Si tratta dei famigerati stick vaginali che consentirebbero secondo chi li mette in vendita di rendere temporaneamente più stretta la vagina. Un prodotto miracoloso frutto del solito “segreto millenario custodito dalle donne orientali”. Solo a me sembra di sentire la pubblicità dei prodotti Shogun venduti nel secolo scorso durante le televendite di Maurizia Paradiso?

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I PRODOTTI NATURALI NON SONO QUELLO CHE DICONO DI ESSERE – Ma come funziona questo miracoloso suppostone che andrebbe infilato nella vagina trenta minuti prima del rapporto sessuale? Nessuno lo sa di per certo. Secondo chi lo vende è fatto solo con “prodotti naturali” (del resto viene dal Giappone, mica dal paese più tecnologico del mondo) il che generalmente significa due cose: o non contiene assolutamente nulla di efficace oppure contiene qualche sostanza che proprio “naturale” non è. Tanto per fare un esempio qualche tempo fa uno studio della Federal Drug Administration statunitense aveva rilevato che alcuni prodotti per aumentare la potenza sessuale maschile, venduti come rimedi naturali per le disfunzioni erettili funzionavano così bene, ma così bene che l’unica spiegazione era che all’interno ci fosse del Viagra. Ed infatti c’era proprio del Viagra. Ora a quanto pare siamo di fronte ad un prodotto simile, che viene però venduto alle donne. Ma sappiamo bene che ancora una volta i destinatari sono gli uomini. Il motivo ce lo spiega un testimonial d’eccezione: Borat.

Ed è forse un caso che il claim pubblicitario sia “feel tight and wanted again“? Ma cosa fa davvero questo miracoloso Japanese Vaginal Stick, in vendita a circa 40 euro? Non c’è per caso il rischio che la vagina diventi pixelata come quella delle attrici dei porno jappi? Insomma non c’è il rischio che diventi così?

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IL RISCHIO DELLA MANCANZA DI LUBRIFICAZIONE – No. Ma come spiega la dottoressa Jennifer Gunter probabilmente anche se il prodotto fosse davvero fatto di “rimedi erboristici” c’è un altro aspetto che ne sconsiglia l’uso. Ovvero il fatto che quello che sostanzialmente gli stick vaginali “giapponesi” sembrano fare è quello di provocare la secchezza delle pareti vaginali consentendo alle malcapitate che ne fanno uso la poco piacevole esperienza di avere dei rapporti sessuali senza lubrificazione (pare che a certi maschi piaccia la sensazione di carta vetrata). Qualcosa di molto simile a fare sesso con la Sposa di Kill Bill quando era in coma (o in alternativa ad uno stupro). E sappiamo tutti come è andata a finire. Ma non è solo il dolore di questo tipo di penetrazione il problema, il fatto è che l’assenza o la poca lubrificazione è uno dei presupposti per causarsi lesioni più o meno gravi.

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Le semplici istruzioni del semplice rimedio naturale

L’attrito inoltre potrebbe portare alla formazioni di lacerazioni che potrebbero – nel caso di rapporti non protetti (ma è ovvio che è così perché altrimenti senza preservativo lui “non sente nulla”) ad un maggiore rischio di trasmissione di malattie veneree. Insomma, anche se funzionasse davvero questo stick “giapponese” non fa molto bene perché come scrive la Gunter, è come lavarsi le mani così tanto da renderle secche e screpolate. Ma in appena due minuti. Se volete ridare tono alla vostra vagina forse è meglio ricorrere agli esercizi di Kegel (utili anche in gravidanza).

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