Parla il presunto assassino di Ashley Olsen

Cheik Diaw, l’uomo accusato di essere l’assassino della trentacinquenne americana morta a Firenze il 9 gennaio, proclama la sua innocenza e gli avvocati parlano di una ciocca di capelli di una terza persona

Cheik Diaw ashley olsen

Chi ha ucciso Ashley Olsen? Gli inquirenti sono convinti che sia stato Cheik Diaw, l’uomo con la quale la donna è stata vista da alcuni testimoni allontanarsi dalla discoteca ‘Montecarla’ la notte prima di essere stata uccisa. Diaw è stato anche ripreso dalle telecamere mentre entra con Ashley nell’appartamento nel quale la ragazza verrà poi trovata senza vita. Come se non bastasse il 27enne senegalese ha anche inserito la propria scheda telefonica nel cellulare di Ashley. Prove che gli inquirenti, guidati dal  procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo considerano decisive soprattutto dopo l’esito degli esami che hanno acclarato che Ashley prima di morire ha avuto un rapporto sessuale consenziente con Diaw. Ma dal carcere l’uomo ha fatto sapere di essere innocente e completamente estraneo all’omicidio della trentacinquenne americana.

Ai pm racconta: «Venerdì 8 gennaio sono stato nel locale “Dolce Zucchero” fino alle 4, dopo sono andato al Montecarla con un taxi. Ero ubriaco. Ho salutato il buttafuori e ho visto tre ragazze. Una parlava italiano. Ho offerto loro da bere e ho iniziato a conversare con quella che parlava italiano» Era Ashley Olsen.«Al piano superiore del locale un giovane albanese ha consegnato cocaina alla ragazza che parlava italiano e che l’ha offerta anche a me. Mi ha invitato ad andarea casa sua. Io non volevo perché stavo male. Lei ha insistito everso le 6.30-7 circa siamo andati da lei. Lì abbiamo bevuto e consumato cocaina. Poi sono uscito per andare a comprare le sigarette. Lei ha dato le chiavi di casa per rientrare ed è rimasta ad aspettarmi. Al ritorno non riuscivo a ricordarmi quale fosse il portone,e ho chiesto aiuto a delle persone, che mi hanno indicato dove abitava Ashley».«Dopo che sono tornato —prosegue Cheik — abbiamo avuto un rapporto sessuale nel letto sul soppalco. Sono andato in bagno, ho gettato il preservativo e una cicca nel water. Poi Ashleyha cominciato a dirmi “vattene via, ché viene il mio fidanzato”. Mi ha trattato come un cane, mi ha spintonato e mi ha fatto sbattere il fianco sulla porta». A riprova mostra un livido. «Allora anche io l’ho spinta e l’ho colpita con un pugno alla nuca. Lei è caduta a terra a faccia in giù ma si è rialzata e ha ricominciato a spintonarmi. Io ho reagito e le ho dato una spinta. Lei è caduta all’indietro battendo la testa sul pavimento. Non si rialzava e allora l’ho presa per il collo e l’ho tirata su»

IL MISTERO DELLA CIOCCA DI CAPELLI – Per voce dei suoi avvocati Diaw, attualmente detenuto nel carcere di Sollicciano, non nega di aver trascorso con Ashley né di aver avuto un rapporto sessuale con la donna. Nei giorni scorsi sono usciti alcuni stralci dei verbali degli interrogatori dove Diaw ammetteva di aver avuto un diverbio con Ashley e di averla picchiata prima di lasciare l’abitazione di via Santa Monaca perché lei lo aveva “trattato come un cane“. Ma l’uomo sostiene che quando se n’era andato la ragazza era ancora viva: «L’ho riportata sul letto nel soppalco. Lei diceva che stava male. Io sono andato via verso le otto e mezzo e ho preso il suo telefono cellulare che era accanto al mio. Ero ubriaco e avevo fatto uso di cocaina, per cui non ho ricordi molto precisi. Ho utilizzato il telefono della ragazza con la mia scheda, poi l’ho buttato via per strada nel pomeriggio. Nego di aver rubato l’Ipad, la borsa e le chiavi di casa di Ashley». Secondo i difensori di Diaw il fatto che abbia usato la scheda nel telefono di Ashley è un chiaro indizio del fatto che il comportamento dell’uomo è abbastanza maldestro per essere un criminale. Ma è una difesa che tiene poco in confronto a prove che se non sono schiaccianti poco ci manca.

ashley olsen omicidio firenze - 4

Ashley con il suo fedele beagle Scout

 

Secondo quanto riferiscono gli avvocati le ultime parole dette da Ashley prima che Cheik lasciasse il piccolo monolocale sono state “vai via che voglio rilassarmi”; insomma Ashley era viva, dolorante ma viva. Qualcuno quindi si sarebbe introdotto successivamente nell’appartamento e l’avrebbe strangolata. Non Diaw, dicono i difensori, perché nella mano sinistra della ragazza la scientifica ha trovato una ciocca di capelli. Capelli lunghi, lisci, di un colore molto simile a quelli di Ashley Olsen. In attesa degli accertamenti per stabilire se siano o meno della defunta gli avvocati di Cheik Diaw vogliono utilizzare quella ciocca per tentare di ridimensionare le accuse a carico del loro assistito. Impossibile che se la sia strappata da sola, e sicuramente non possono essere di Diaw. C’è quindi – a loro avviso – una terza persona che ha materialmente ucciso Ashley Olsen, nelle ore successive all’uscita di scena del giovane senegalese. Quella stessa persona, dicono gli avvocati, sarebbe anche la stessa che ha spogliato Ashley, lasciandola nuda con solo un paio di calzini addosso (così l’ha trovata il fidanzato sabato pomeriggio) e secondo gli avvocati “non c’è alcun motivo di pensare che lo abbia fatto Cheik

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