Carla Ilenia Caiazzo: la ragazza bruciata viva a Pozzuoli

La ragazza bruciata a Pozzuoli ha tentato di proteggere la bambina mentre prendeva fuoco. Carla aveva lasciato da poco Paolo Pietropaolo. E lui le ha versato una tanica di alcol addosso

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La ragazza bruciata viva a Pozzuoli, Carla Ilenia Caiazzo, aveva deciso di lasciare il suo compagno, Paolo Pietropaolo, anche se prossima al parto:

Lei lo aveva lasciato, nonostante da otto mesi portasse in grembo sua figlia, e frequentava un altro uomo. Lui ha persola testa e le ha dato fuoco, riducendola in fin di vita

La storia è confermata anche da una zia di Carla, come spiega Repubblica:

Davanti alla vetrata del Centro Ustioni c’è anche la zia di Carla, Liliana Migliaccio, si stringe a una amica, piange e racconta: «Una ragazza così brava mia nipote, non meritava tutto questo. Aveva prestato la sua macchina a lui e quello è andato a comprare l’alcol. Gli aveva detto che il rapporto era finito e che lei aveva un’altra simpatia, proprio perché è una ragazza onesta. Le famiglie si conoscevano da quando loro due erano piccoli…».

COME STA CARLA CAIAZZO, LA RAGAZZA BRUCIATA VIVA A POZZUOLI – La ragazza bruciata a Pozzuoli secondo un testimone ha cercato di proteggere la bambina mentre bruciava: «Ho sentito gridare, pensavo ad una rapina. La ragazza, ormai una torcia, proteggeva il suo grembo». Giulia Pia, così è stata chiamata la neonata, sta bene. La sua mamma invece è in imminente pericolo di vita come spiega Repubblica:

Il volto è gonfio, irriconoscibili i tratti somatici del suo profilo. Tratti sfigurati dal gonfiore, da quell’edema che sempre caratterizza chi resta vittima di ustioni estese e profonde. Sono le sei delpomeriggio di ieri, e lei da quattro ore è assistita dagli specialistiche continuano a monitorare attimo per attimo i suoi parametrivitali. Il dottor Antonio Iolli, appoggiato a una barella, è al là delvetro che separa il box della paziente dalla hall. La osserva, ricostruisceil caso clinico. «È arrivata qui dopo il parto, è in condizioni gravissime. Il liquido che le è stato versato addosso ha interessato prima il capo, poi è sceso sul torace. Mi hanno detto che si trattava di alcol». Si ferma, riflette. E torna sulle modalità dell’aggressione:«Probabilmente il liquido non è stato lanciato da lontano,ma volutamente versato sulla testa. Aveva intriso tutti gli abiti». Al di là delle ipotesi, tutte da verificare da parte della magistratura, resta da capire la condizione clinica. Il medico chiarisce subito che la donna è in «prognosi riservata quoad vitam». Fuor di linguaggio tecnico significa che la sua vita è in imminente pericolo.E spiega anche perchè la situazione potrebbe precipitare.«Per ora l’ossigenazione è buona, ha una saturazione che è pari a98, un parametro normale. Ma le ustioni, estese sul 40 per cento della superficie corporea, non escludono una comnpromissione degli organi interni, in profondità». Lo specialista allude alle vie respiratorie, alla trachea, all’esofago, probabili bersagli di ustioni causate dall’inalazione di vapori ad altissima temperatura. E qui Iolli ritiene giusto fare un passo indietro per ricostruire la fase del primo soccorso: «I colleghi dell’emergenza, gli anestesisti sono riusciti a intubarla un attimo prima che l’edema ostruisse del tutto l’albero respiratorio. In sostanza, quell’edema visibile esternamente può manifestarsi anche all’interno». A ribadire che solo per una manciata di secondi Carla ha potuto essere collegata al respiratore automatico è anche Giovanni Vescuso, il ginecologo che ha effettuato il parto cesareo. Anche lui ricostruisce iprimi momenti. «Ero in pronto soccorso. Bisognava mettere insalvo la bimba, ho visto i colleghi sudare freddo. L’edema ostacolava l’inserimento del tubo endotracheale e io ero pronto a far nascere la bimba con un taglio post mortem. Poi, l’équipe guidata dagli anestesisti Vito Bossone e Luigi Mendetta è riuscita a fare il miracolo».

CARLA ILENIA CAIAZZO: LA RAGAZZA BRUCIATA VIVA A POZZUOLI – Carla Ilenia Caiazzo, 38 anni, che le foto mostrano di una bellezza mediterranea, avvolta dalle fiamme, è stata soccorsa da un vicino di casa che subito dopo ha chiamato il 118. L’ambulanza l’ha portata nell’ospedale di Pozzuoli da cui è stata trasferita nel Cardarelli di Napoli, in codice rosso. Carla è stata portata nel reparto di ostetricia per un parto urgente con taglio cesareo. Infine il trasferimento nel reparto grandi ustionati, dove si trova attualmente in prognosi riservata con lesioni sul 40 per cento del corpo. La piccola, cui i parenti della donna hanno dato il nome Giulia Pia, è venuta alla luce dopo 34 settimane di gestazione: sta bene, ed è questa l’unica notizia positiva di questa tragedia avvenuta nel Napoletano. Il tutto è successo intorno alle 11,30, nelle immediate vicinanze dell’abitazione dove la coppia – lei estetista, lui, Paolo Pietropaolo, di 40 anni, precedenti per droga, appartenente a una famiglia benestante dei campi flegrei – vive. Un parco residenziale, con villette e abitazioni di pregio circondate da giardini, che si trova in via Vecchia delle Vigne, al civico 68. Un litigio sfociato in un cruento tentativo di omicidio: Pietropaolo ha preso dell’alcol, lo ha gettato addosso alla compagna incinta e poi ha appiccato le fiamme. La donna avrebbe rischiato di morire sul posto se non fosse stato per la prontezza di riflessi di un vicino, il quale ha preso il tubo collegato al rubinetto che si usa per innaffiare le piante e ha spento le fiamme. Poi la chiamata al 118 e la corsa in ospedale. Amici e conoscenti della coppia descrivono come burrascosa la convivenza tra Carla e Paolo: litigi frequenti e altrettanto rapide riconciliazioni, con un rapporto che però negli ultimi tempi sarebbe stato minato dalla gelosia. L’imminente nascita della bimba non avrebbe migliorato la situazione. Quando Pietropaolo è stato bloccato dai carabinieri, dopo l’incidente avvenuto sul ponte del Garigliano, ha subito ammesso di essere colui che le forze dell’ordine stavano cercando. I carabinieri, infatti, avevano avviato le ricerche dell’auto, una Nissan, e dell’uomo, in tutt’Italia. Pietropaolo è stato condotto nella caserma di Formia dove, nel tardo pomeriggio, è stato interrogato dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cassino che, insieme ai carabinieri di Pozzuoli e la Procura di Napoli, sta indagando sulla vicenda. “Carla, una giovane nostra concittadina, è stata vittima di una folla ingiustificabile”, ha detto Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli, dando voce allo sgomento di tutti. “Sono sconcertato – ha aggiunto il primo cittadino – per l’agghiacciante storia capitata in queste ore nella nostra città. Non riesco a trovare le parole sufficienti per esprimere il dolore che provo”

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