Anna Rinelli: l’infermiera accusata di uccidere i pazienti con il Valium

Sono stati riesumati ieri i corpi dei primi pazienti deceduti all’ospedale Locatelli nell’abito dell’inchiesta in cui è indagata per omicidio preterintenzionale l’infermiera Anna Rinelli

anna rinelli piario valium

Sono stati riesumati ieri i corpi dei primi pazienti deceduti all’ospedale Locatelli nell’abito dell’inchiesta in cui è indagata per omicidio preterintenzionale l’infermiera Anna Rinelli, accusata di aver ucciso i pazienti con il Valium. Libero spiega cosa sta succedendo:

Nell’inchiesta sulle morti sospette nel reparto di Medicina dell’ospedale Locatelli di Piario è stata la giornata degli accertamenti di natura tecnico scientifica. Nell’inchiesta che vede indagata un’infermiera, Anna Rinelli,di 43 anni, accusata di omicidio preterintenzionale,e la caposala,il primario e altri otto medici del reparto, accusati di concorso colposo,sono stati riesumati ieri i corpi dei primi pazienti deceduti. I cadaveri sono stati esaminati da Francesco De Ferrari e Andrea Verzelletti, del dipartimento di Medicina legale di Brescia, e Angelo Groppi, dell’Istituto di medicina legale di Pavia. Dai corpi sono stati prelevati campioni di tessuti, che dovranno essere esaminati nei laboratori. Ci vorranno almeno due mesi per i primi risultati.In particolare i medici legali dovranno ricercare la presenza di Valium: per l’accusa, infatti,l’infermiera Rinelli avrebbe iniettato ad alcuni dei degenti della Medicina quantitativi eccessivi di Valium per evitare che il turno di notte fosse movimentato.


LA STORIA DI ANNA RINELLI
– Il Corriere racconta tutta la storia:

Il turno di notte in corsia è dalle 22 alle 7. Ad Anna Rinelli, 42 anni, infermiera nel reparto di Medicina Generale all’ospedale di Piario, origini milanesi e villetta in paese con la madre, capitava spesso di coprirlo. Come tra l’1 e il 2 novembre scorsi, quando un 83enne è morto e altri due pazienti quella mattina non hanno riaperto gli occhi: uno è finito in coma, l’altro si è risvegliato dopo un giorno. La donna ieri si è trincerata. È indagata per omicidio preterintenzionale, una formula per ipotizzare che non si vuole uccidere, ma che la morte non è nemmeno provocata da una mera negligenza. Per i carabinieri della compagnia di Clusone, coordinati dal pm Carmen Pugliese, ci sono almeno altre quattro morti sospette e per avere un quadro completo venerdì hanno sequestrato 89 cartelle cliniche in tutto, quelle dei pazienti deceduti al Locatelli negli ultimi due anni. «Io ho saputo di questa storia dai giornali — assicura l’interessata dal citofono — e nessuno finora mi ha contattata». Ancora il suo nome non è stato pubblicato, eppure si sente chiamata in causa: «Non riesco a capire come possano uscire certe notizie diffamatorie. Di prove non ce ne sono. Se qualcuno farà il mio nome, lo denuncerò». Eppure l’hanno trasferita a Lovere con tutt’altra mansione. «Mi hanno spostato da tanto tempo — sostiene Rinelli —, sono stata io a chiederlo». Attimo di pausa: «Ma ora cosa succederà? Verranno i carabinieri? E si può sapere chi ha denunciato?».

È stato l’ospedale. Il 2 novembre, davanti a quei tre casi anomali (l’83enne era grave ma non ci si aspettava che le sue condizioni precipitassero in quel modo) il sospetto si è ingigantito quando il personale si è accorto che dal carrello dei medicinali mancavano tre fiale di Valium. Insolito, dal momento che la somministrazione non era prevista. Era già successo. Agli infermieri che iniziavano il turno del mattino era capitato di notare che alcuni pazienti fossero come intorpiditi. Colto l’allarme, i vertici dell’ospedale il 6 novembre si sono così presentati in caserma, anticipando di poche ore un esposto anonimo inviato a tre sindaci della zona. Ad alimentare il mistero attorno a diversi decessi è l’età delle persone. Vero che nell’elenco in mano agli inquirenti ci sono persone classe 1923 o 1936, ma è vero anche che ce ne sono di 63, 56 e 54 anni, come nel caso di un milanese morto il primo dicembre 2014. Tutti pazienti con gravi patologie? No, altro elemento allarmante che diventa inquietante nel momento in cui — è successo in almeno un caso — il degente sarebbe stato dimesso il giorno dopo. Sarebbe stato, se la notte non fosse morto.

Tags:

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

0 commenti per “Anna Rinelli: l’infermiera accusata di uccidere i pazienti con il Valium”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rubriche