“Le ceneri di Renato Bialetti in una maxi caffettiera”

Ciao omino coi baffi, va’ e insegna agli angeli come si fa il caffè (e anche a Brignano)

renato bialetti ceneri caffettiera“Con ironia solo apparentemente noir” (in realtà era un macchiato). Così il Messaggero inizia a spiegare che Renato Bialetti ha voluto trascorrere l’eternità nell’oggetto più amato della vita: una caffettiera moka dove sono state riposte le sue ceneri:

 

Le ceneri dell’imprenditore sono state infatti riposte in una grande moka sul tavolino davanti all’altare della chiesa di Casale Corte Cerro dove è stato celebrato il funerale. Solo Bialetti, l’omino coi baffi, genio di ciò che non si chiamava ancora marketing al punto da segnare il dopoguerra italiano, poteva avere questa idea.

con questo gesto i familiari dell’imprenditore, morto ad Ascona, in Svizzera, nellanotte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi, hanno voluto ricordare lafigura di un industriale intelligente e innovativo, la cui immaginee’ sempre stata indissolubilmente legata a un prodotto che ha resocelebre l’azienda e il Made in Italy in tutto il mondo. Durante il funerale, a Casale Corte Cerro, oggi pomeriggio erano presenti, sotto una pioggia battente, circa 200 persone. Al termine della cerimonia la grande caffettiera, con tanto di effigie dell'”omino coi baffi”,e’ stata tumulata nella tomba di famiglia, al cimitero di Omegna. Ciao omino coi baffi, va’ e insegna agli angeli come si fa il caffè (e anche a Brignano).

CHI ERA RENATO BIALETTI – All’età di 93 anni è morto Renato Bialetti, l’uomo coi baffi di una vecchia réclame di Carosello e soprattutto colui che ha reso famosa la Moka e la Bialetti Nel 1933 Alfonso Bialetti inventò la Moka ma fu il figlio Renato a partire dal primissimo Dopoguerra a rendere quella caffettiera un prodotto famoso in tutto il mondo e a fare di Bialetti un’azienda riconoscibile ovunque. Merito soprattutto dell’intuizione che Renato Bialetti ebbe nel 1953 quando commissionò a Paul Campani la realizzazione di una serie di cartoni animati con protagonista quello che sarebbe diventato l’omino coi baffi della Bialetti.

SEMBRA FACILE FARE UN BUON CAFFÈ – E grazie alla moka è diventato senza dubbio più facile. Ed è stato proprio grazie a Renato che tutti usiamo la moka, perché sembra facile vendere un prodotto, ma così non è. E Bialetti era solito raccontare quanto fosse difficile all’inizio convincere i clienti stranieri; fino a quando non ebbe il colpo di genio, convincere Aristotele Onassis – incontrato per caso nella hall di un albergo a dire ad alcuni “riottosi clienti” quanto buono era il caffè fatto con la moka. L‘aneddoto è stato raccolto da La Stampa nel 2013 durante le celebrazioni per gli ottant’anni dell’invenzione della moka:

«Mi trovavo in albergo con clienti francesi e allora la caffettiera per loro era quasi una novità. Erano perplessi e dubbiosi e temevo di non riuscire a concludere la vendita. In quel momento passò fianco a noi Aristotele Onassis: andava in bagno; presi il coraggio a due mani e lo seguii. Dissi: “Sono un giovane imprenditore italiano, mi dia una mano, lei che ha cominciato dal nulla come me. Quando rientra nella hall dica che usa una mia caffettiera; mi serve per fare colpo su questi riottosi clienti. Tornai, convinto e rassegnato che Onassis avrebbe tirato dritto. Invece avvenne il miarcolo. Onassis, fingendo di vedermi all’ultimo istante, tornò indietro, mi diede una pacca sulle spalle e disse: Renato, come va? Ma sai che non ho mai bevuto un caffè buono come quella della tua caffettiera? Sì, andò proprio così».

Durante tutti gli Anni Sessanta e buona parte dei Settanta la Bialetti è stata identificata con l’omino coi baffi. E quell’omino era proprio Renato Bialetti, fu lui infatti ad ispirare Campani nella realizzazione del personaggio del cartone animato.

renato bialetti morto omino coi baffi - 1

E la moka ebbe davvero un successo planetario, non solo nelle abitazioni ma anche come oggetto di design. La Moka Bialetti è infatti esposta al MoMa di New York.

renato bialetti morto omino coi baffi - 2

Bialetti rimase alla guida dell’azienda fino al 1986 quando decise di vendere l’azienda alla Faema e poi alla famiglia Ranzoni di Brescia e di ritirarsi a vita privata nella sua abitazione di Ascona, comune nel Canton Ticino, sulla sponda svizzera del lago Maggiore.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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