Reactions: i nuovi bottoni di Facebook che vorrei

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Da quando i nuovi bottoni di Facebook sono comparsi quasi quasi l’internet si sta dimenticando petaloso. Queste emoticon, che in realtà si chiamano reactions, hanno creato più di una perplessità: per alcuni ci vorrebbe il bottone “sticazzi”, per altri quello con il dito medio, per altri ancora il mitico “nonmipiace”. Insomma questi nuovi bottoni di Facebook stanno facendo discutere. Ma c’è qualcuno che è andato oltre, e per scherzare ha creato quelli mancanti:

Reactions: i nuovi bottoni di Facebook che vorrei

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REACTIONS: COSA SONO E A COSA SERVONO I NUOVI BOTTONI DI FACEBOOK – Novità: da oggi invece che mettere solo mi piace con il suo bel pollicione blu potrete utilizzare altre sei espressioni emotive sono arrivate le Reactions di Facebook. Si tratta di sei “emozioni” base rappresentate da altrettante emoticons che possono essere usate per esprimere sentimenti diversi dal “mi piace” come reazione ad un post, sul profilo personale di un amico o sulle pagine pubbliche. Le nuove emozioni di Facebook verranno conteggiate nella barra che fino ad oggi vi diceva solo quanti like avevate ricevuto. E no, non esiste la Reaction “non mi piace”, fatevene una ragione.

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Le nuove reactions di Facebook

FACEBOOK DIVENTA EMOTIVO – Siete infuriati da un post? Allora usate Grr, vi ha divertito? meglio usare Haha. Volete esprimere la vostra vicinanza ad una persona cara che ha subìto un lutto? “Triste” potrebbe essere una reazione accettabile. Perché Facebook ha deciso di lasciare spazio a così tante emozioni? Come spiega Sammi Krug, product manager di Facebook, la decisione è stata lunga e ponderata. È da un anno che i designer e i manager del social network conducono ricerche per capire come sarebbe stata presa questa novità. Come sapete Facebook è un network molto conservatore, e pure i suoi utenti alla fine lo sono, pronti come sono a lamentarsi per qualsiasi cambiamento venga introdotto nella loro esperienza della socialità condivisa. E c’è da capirli, non tutti prendono bene gli stravolgimenti della vita quotidiana, e per molti si può dire che Facebook faccia parte della routine quasi quanto buttare la spazzatura nel fosso dietro casa e portare il cane al parco. A questo aggiungete che il “mi piace” è sostanzialmente il motore di Facebook, è lo strumento con il quale gli utenti interagiscono tra loro ma soprattutto con le pagine e gli inserzionisti, quello che ha reso Facebook identificabile ovunque. Affiancargli delle nuove reazioni è una piccola rivoluzione. A quanto pare i test sono andati bene ed ora tutti potremo usare le simpatiche faccine per esprimere la nostra reazione ad un post. Del resto da tempo lo facciamo usando gli sticker nei commenti.

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Come si usano le Reactions

COME SI USANO LE REACTIONS DI FACEBOOK? – È incredibilmente semplice, da mobile è sufficiente passare il dito sopra il pulsante like/mi piace di un post per visualizzare le altre reazioni disponibili. Dal browser sui computer invece la stessa cosa si fa passando il puntatore del mouse sopra il medesimo tasto. Niente di più facile. Ma la cosa interessante è il modo in cui queste nuove Reactions interagiranno con il news feed, ed in generale le conseguenze di questo inserimento per la parte “nascosta” (che tanto nascosta poi non è) del social network come ad esempio gli insight delle pagine, dove la portata delle diverse reazioni verrà misurata singolarmente. Come sapete se qualcuno dei vostri amici mette like a qualcosa questo vi appare nel feed, per il momento Facebook ha deciso che le Reaction verranno trattate tutte allo stesso modo nel news feed. Questo significa che non importa se mettete “wow” oppure “grr” per Facebook saranno tutte conteggiate come un like. Per ora, perché l’obiettivo del team di Zuckerberg è quello di imparare a pesare le diverse Reactions (ovviamente analizzando il comportamento degli utenti, niente di esoterico) in modo da poter valutare in maniera più precisa il significato delle diverse espressioni emotive. In futuro quindi le diverse reazioni potrebbero assumere un ruolo altrettanto cruciale quanto quello del “mi piace” nello stabilire cosa farci vedere e cosa non farci vedere sul nostro feed. E c’è già chi ipotizza scenari apocalittici, almeno per certi politici.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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