La battaglia di Kesha contro la Sony e Dr. Luke

La cantante accusa il suo ex produttore di aver abusato di lei e ha intentato causa alla Sony incassando la solidarietà di Lady Gaga, Taylor Swift e Adele

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All I ever wanted was to be able to make music without being afraid, scared, or abused. Così Kesha ha spiegato il motivo che l’ha spinta a intentare causa alla casa discografica Sony Music e al suo ex produttore Dr Luke (al secolo Lukasz Gottwald) uno che ha prodotto gente del calibro di Brinteny Spears, R Kelly, Katy Perry, Pink e Miley Cirus. Niente a che vedere con la volontà di avere un contratto più sostanzioso: la sostanza delle cose per Kesha riguarda solo la volontà di liberarsi dall’uomo che ha abusato di lei. Anche perché la cantante sarebbe più che felice di continuare a cantare per la Sony, a patto che non le venga più affiancato quel producer.

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Il post su Facebook con il quale Kesha ringraziava i suoi fan per il sostegno nella battaglia contro la Sony

#FREEKESHA – Kesha Rose Sebert, questo il suo nome completo, ha 28 anni e ha iniziato a collaborare con Dr. Luke a 18 anni, nel 2005, quando firmò un contratto con l’etichetta di Luke, la Kemosabe Entertainment che è di proprietà della Sony Music. Con Gottwald Kesha ha inciso due dischi e il contratto che la lega alla Sony, sul quale Kesha ha intrapreso una difficile battaglia in tribunale, prevede che la cantante ne realizzi altri quattro. Nel contratto è stabilito che Dr. Luke ha il diritto di produrre almeno sei canzoni di ogni disco che Kesha pubblicherà con la Sony. In virtù di questo contratto Kesha non può incidere dischi per altre case discografiche. Né lo vorrebbe, anzi si è detta felice di poter continuare a cantare per la Sony Music ma non vuole più, nel modo più assoluto, avere a che fare con l’uomo che ha accusato di averla drogata, di aver abusato psicologicamente e sessualmente di lei fin da quando hanno iniziato la loro collaborazione artistica.

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Dr. Luke e Kesha (fonte: twitter.com)

Luke sarebbe anche responsabile dei disordini alimentari della cantante, che in passato è stata ricoverata in un centro di riabilitazione a causa della bulimia. Venerdì soorso è arrivata la prima decisione della Corte che ha stabilito che Kesha non può legalmente recedere o modificare il contratto che ha con la Sony e di conseguenza produrre musica senza l’interferenza di Dr. Luke. Da parte sua ovviamente il produttore ha negato ogni addebito rilasciando una serie di dichiarazioni su Twitter riguardo alla vicenda dove accusa Kesha di aver messo in piedi tutta la situazione per screditarlo e per poter rinegoziare il suo contratto con la casa discografica. Il giudice sembrerebbe dare ragione a Gottwald, nelle motivazioni della sentenza si legge infatti che non esistono prove di un danno irreparabile (del resto le violenze sarebbero avvenute anni fa e che in ogni caso a Kesha sarebbe stata data la possibilità di registrare la sua musica: “There has been no showing of irreparable harm. She’s being given opportunity to record“.

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I tweet di Dr. Luke

Nel processo Luke era difeso dagli avvocati della Sony, i quali hanno detto che a Kesha sarebbe stato offerto di incidere i dischi senza Luke (con il quale lei ha detto che le è fisicamente impossibile continuare a lavorare). Ma la Sebert ha fatto sapere che secondo lei la concessione della Sony si tradurrebbe in un tentativo di affossare la sua carriera perché il loro principale interesse è quello di promuovere Dr. Luke. I dischi di Kesha – che ha pubblicato l’ultimo disco nel 2012 – rischierebbero di non essere adeguatamente pubblicizzati dalla Sony, il che significherebbe scomparire dal panorama musicale. La battaglia di Kesha ha ottenuto il sostegno di diverse star della musica mondiale. Taylor Swift ha donato 250mila dollari per le spese legali della cantante. Due sere fa dal palco dei Brit Awards che l’hanno vista trionfare Adele (che è sotto contratto con la Columbia che a sua volta è della Sony Music) ha dichiarato pubblicamente la sua vicinanza a Kesha.

Lady Gaga ha prima detto di essere commossa dal coraggio di Kesha e poi ha postato questa foto che le ritrae assieme commentando con l’hashtag che ha reso famosa la battaglia della Sebert #FreeKesha

Il sostegno di Lady Gaga è stato visto da alcuni come la conferma delle voci (smentite sia dal suo staff che da Dr. Luke) secondo le quali il produttore che l’avrebbe abusata di cui parla nel brano Swine sarebbe proprio Dr Luke.

Interessante anche la reazione di Miley Cyrus (Luke ha prodotto il suo Party in the U.S.A) che ha postato su Instagram una foto di Fiona Apple che sorregge un cartello con scritto KESHA – I AM SO ANGRY FOR YOU. THEY WERE WRONG. I’M SORRY

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LA SONY HA LE MANI LEGATE? – Dopo la sentenza del tribunale a far luce sulla vicenda contrattuale è giunta una dichiarazione di uno degli avvocati della Sony, pubblicata sul New York Times. Secondo quanto detto da Scott A. Edelman la Sony avrebbe fatto di tutto per consentire a Kesha di poter registrare la sua musica senza le interferenze di Dr. Luke ma la Sony al tempo stesso non è in grado di risolvere la situazione contrattuale tra Kesha e Luke. Il contratto che la lega alla Kemosabe Entertainment sarebbe infatti stato stipulato tramite la società di produzione di Luke, la Kasz Money Inc. Questo significa che legalmente la Sony non ha alcuna possibilità di intervenire su quel contratto. Contratto che sarebbe stato firmato da Kesha al suo esordio nell’industria discografica e secondo il quale – stando alla cantante – Luke mira ad avere il completo controllo sulla figura artistica e musica del Kesha. Qualcosa che i fan denunciano fin dal 2013, quando ha iniziato a diffondersi l’hashtag #FreeKesha. A quanto pare il produttore avrebbe investito 60 milioni di dollari su Kesha, e se fosse così non sarebbe difficile capire perché Luke non ha ancora scaricato la ex partner artistica. Chi vorrebbe lavorare con una che ti ha accusato di stupro davanti al mondo intero?

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