Flavia Vento e il flirt con l’assassino di Luca Varani

Flavia Vento è rimasta amica di Marco Prato, uno dei due accusati per l’omicidio di Luca Varani, il ragazzo torturato e ucciso in un appartamento a Roma.

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La morte orribile di Luca Varani, il ragazzo di 23 anni ucciso a Roma da Manuel Foffo e Marco Prato dopo essere stato invitato a prendere parte a un festino a base di alcol e droga, ha un risvolto inaspettato. Uno dei due aguzzini di Varani, Marco Prato, ha avuto in passato un flirt con Flavia Vento. La showgirl contattata dal Corriere racconta cosa prova:

«Se Marco ha fatto quello che ha fatto, la nostra amicizia finisce qui, storia chiusa, non andrò a trovarlo neppure a Regina Coeli. Sono sotto choc…». La showgirl Flavia Vento ammette al telefono di aver avuto «un flirt» con Marco Prato due anni fa, febbraio 2014, «ma durò sì e no un mese, ci vedemmo in tutto 5 volte, qualche bacio poi la storia finì come tante altre storie, senza drammi. Marco era un bel ragazzo, mi piaceva, così rimanemmo amici. L’ultima volta l’ho visto un mese fa…». Fu il 9 febbraio scorso, al cinema Adriano di piazza Cavour, per la «prima» del film «Milionari», film di gangster e camorra: «Lo invitai io — continua la Vento —. Poi andammo anche a cena insieme, lui mi parlava dei suoi programmi ambiziosi, è sempre stato un bravo organizzatore di eventi e feste della Roma bene. Ricordo gli aperitivi all’Os Club di Colle Oppio. Era bravissimo pure a trovarsi gli sponsor: gli occhiali Jacobs, la Mini…».
L’attrice è convinta: «Non è pazzo». Così, l’attrice resta convinta che lui non sia «un pazzo», «con me non è mai stato violento, mai alzato le mani, mai soprattutto sniffata cocaina in mia presenza, perché sapeva che io sono contraria alle droghe». Lei, perciò, non riesce a capire come all’improvviso lui possa aver deciso — insieme a Manuel Foffo — di uccidere qualcuno.
«Quest’estate è venuto in vacanza da me, a Sabaudia» «Marco era una persona carina — conclude incredula la soubrette —. Mi accompagnava, anche dopo che la nostra storia era finita, a portare i miei 7 cani a spasso nei giardini dell’Eur, parlavamo fitto di natura e di mare. Quest’estate era venuto pure in vacanza a casa mia, a Sabaudia. Mi dispiace, però, che siano uscite di nuovo quelle vecchie foto di 2 anni fa. Storia finita. Oggi, tra l’altro, sono single».

LUCA VARANI: UN OMICIDIO “PER VEDERE L’EFFETTO CHE FA”? – “Volevamo uccidere qualcuno. Volevamo vedere l’effetto che fa. Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Luca che il mio amico conosceva”. Sono le parole che Manuel Foffo, 30 anni, ha riferito ai carabinieri e al pm Francesco Scavo dopo aver assassinato assieme a Marco Prato il 23enne Luca Varani, attirato con la scusa di prendere parte a un festino a base di alcol e droga. Quella di Varani e’ stata una morte orribile, giunta dopo una lunga agonia: seviziato, torturato e poi massacrato a coltellate e a colpi di martello. Al suo posto poteva esserci un altro. La sorte aveva deciso che fosse lui la vittima designata, solo perche’ figuarava tra i contatti di Prato, che occupava con Foffo l’appartamento di via Igino Giordani, al Collatino. La morte, secondo quanto accertato dagli investigatori, risalirebbe a venerdi mattina ma il cadavere e’ stato trovato dai militari di piazza Dante soltanto sabato sera, dopo che Foffo, su consiglio del padre, si e’ costituito. Subito dopo l’assassinio, Prato aveva preferito trovare rifugio in un hotel di piazza Bologna dove ha tentato il suicidio. Salvato in extremis, e’ stato per alcune ore piantonato all’ospedale Sandro Pertini e poi trasferito nel carcere di Regina Coeli assieme a Foffo. Il pm Francesco Scavo, che per le prossime ore attende le prime risposte dall’autopsia inoltrera’ in giornata al gip la richiesta di convalida del fermo per concorso in omicidio volontario con la contestuale emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Secondo il pm Scavo, quello di Luca Varani e’ stato un omicidio premeditato, aggravato dalla crudelta’, dalle sevizie e dai futili motivi. Il pm ha chiesto al gip Riccardo Amoroso di convalidare l’arresto e di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Manuel Foffo e Marco Prato. I carabinieri hanno trovato il cadavere sul letto, cosi’ come lo avevano lasciato i due aguzzini che comunque avevano cercato di ripulire la scena, buttando in un cassonetto della spazzatura i vestiti di Varani e il suo cellulare. Varani, colpito a coltellate e con un attrezzo da lavoro, e’ morto nel giro di pochi minuti ma sarebbe stato sottoposto a lunghissime sevizie. Appena entrato in casa su invito di Prato, Varani ha bevuto qualcosa che lo ha stordito e lo ha messo in condizione di non poter reagire ne’ gridare. I vicini di casa, infatti, hanno detto agli investigatori di non aver sentito nulla. Foffo e Prato, che ore prima erano usciti in auto per cercare una vittima da far fuori “solo per vedere l’effetto che faceva”, a quel punto si sono accaniti senza pieta’ sul corpo del giovane.

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