La vera storia del pinguino Dindim

L’autore del servizio televisivo sul pinguino che torna ogni anno a salutare l’uomo che l’ha salvato spiega come i giornali hanno distorto la notizia

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Sicuramente avrete letto o sentito la commovente storia del pinguino Dindim il pinguino che – stando a come è stata raccontata la notizia – ogni anno percorrerebbe 5.000 chilometri per tornare a salutare l’uomo che qualche anno fa lo ha salvato da morte certa quando era coperto di petrolio. Nel 2011 il pinguino di Magellano venne trovato a riva da João Pereira de Souza, un muratore settantunenne di Ilha Grande nello stato di Rio de Janeiro in Brasile. Il signor João si prese cura dell’animale per qualche tempo, fino a che non fu in grado di tornare a nuotare e andò a liberarlo in mare.

The true story of Dindim, the rescued penguin from Ilha Grande, Brazil, that returns every year to his rescuer.Since I…

Posted by João Paulo Krajewski on Wednesday, 9 March 2016

 

IL PINGUNO NON PERCORRE 5.000 KM OGNI ANNO – Ecco così nata la storia del pinguino riconoscente che torna ogni anno a “ringraziare” il suo salvatore percorrendo migliaia di chilometri. Ma la storia non è così romantica ed epica così come la hanno raccontata molti giornali. A dirlo è João Paulo Krajewski il biologo che ha raccolto la storia del signor Pereira de Souza raccontandola all’interno del programma Domingão Aventura in onda sulla rete televisiva brasiliana Globo TV. In un post su Facebook Krajewksi ha spiegato che da nessuna parte nel suo servizio ha detto che il pinguino percorre 5mila chilometri per tornare da João, questo dettaglio è una pura e semplice invenzione dei media che hanno esagerato la vicenda. Nessuno sa esattamente dove Dindim vada durante i periodi in cui si allontana dalla casa dell’uomo che si è preso cura di lui (il pinguino ogni anno torna sotto casa di João per “salutarlo”). È però “estremamente improbabile” – scrive Krajewski – che il pinguino nuoti fino alle coste della Patagonia per poi tornare indietro. Il motivo principale è che il periodo dell’anno in cui Dindim sta a Ilha Grande è lo stesso in cui gli altri pinguini di Magellano sono in Patagonia per riprodursi. L’ipotesi di Krajewski è che siccome il periodo in cui il pinguino è stato curato da João coincide con quello della migrazione a Sud Dindim abbia identificato la casa del suo amico umano con la “base” o la sua “casa”. Ecco probabilmente spiegato perché il pinguino torni a “casa” proprio nel periodo tra fine giugno e metà febbraio. Secondo Krajewski l’animale ha oggi sei anni ed ha raggiunto la maturità sessuale, il che significa che ne aveva appena uno o due quando è stato soccorso dal muratore brasiliano. Generalmente quando gli animali selvatici vengono soccorsi si fa di tutto per evitare che si affezionino agli umani che li hanno in cura per poter consentire un ritorno in libertà tra i loro simili. Ovviamente questo non è stato possibile per Dindim perché il signor de Souza, nel tentativo di salvare la vita al pinguino lo ha in parte “addomesticato” legandolo a sé e alla sua famiglia. Poco male dal punto di vista del pinguino, che almeno ha avuto la possibilità di sopravvivere. Dal punto di vista della specie il discorso è diverso ma quello di Dindim è un caso isolato e per fortuna i pinguini di Magellano non sono a rischio estinzione.

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