Ivan, il pianista cieco che commuove tutti a Italia’s got talent – VIDEO

Ivan Dalia è un pianista. Ivan Dalia è cieco. E non chiamatelo non vedente. Perché come dice lui ai giudici di Italia’s got talent “avete mai giocato a mosca non vedente? Avete mai amato

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Ivan Dalia è un pianista. Ivan Dalia è cieco. E non chiamatelo non vedente. Perché come dice lui ai giudici di Italia’s got talent “avete mai giocato a mosca non vedente? Avete mai amato nonvedentemente una persona?”. Insomma Ivan Dalia è una di quelle persone che non si fa condizionare dal suo handicap. E quando inizia a suonare il piano lo dimostra conquistando non solo i quattro sì ma anche tutto il pubblico dello studio che si spella le mani per applaudirlo. Inutile dire che ha commosso davvero tutti.

Ivan, il pianista cieco che commuove tutti a Italia’s got talent – VIDEO

CHI È IVAN DALIA – Ivan ha raccontato a Italia’s got talent di vivere tra Berlino e Napoli: ma da dove esce fuori questo geniale pianista cieco? Come avrete capito non è un dilettante, ma un professionista con una grande esperienza alle spalle. Ecco qualche informazione su di lui:

Pianista gia dall’età di otto anni, il 27enne teverolese si è diplomato al conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli. Ha ampliato le proprie conoscenze musicali ed artistiche tra la Spagna, la Francia e la Germania dove tutt’oggi risiede. Le sue performance sono andate in onda sulla Rai e ha partecipato a numerosi spettacoli con importanti artisti della musica internazionale come Amy Stewart. Il grande Ivan, due metri di talento è cieco dalla nascita, e ama quando lo definiscono artista, perché ritiene che gli artisti abbiano una sensibilità particolare e qualcosa da comunicare a prescindere dall’organo utilizzato. “Un buon pianista – dice – non ha bisogno della vista, ma di un buon orecchio e di una grande voglia di dire qualcosa attraverso la musica.”

Qui invece un video in cui Ivan Dalia si racconta:

 

L’esibizione di Ivan Dalia ricorda in qualche modo quella di un altro musicista disabile che ha stupito non solo la platea di Sanremo ma tutta l’Italia. Parliamo di Ezio Bosso:

Chi è il musicista che balbetta e siede su una carrozzina a Sanremo? Si chiama Ezio bosso e sta commuovendo tutti:

L’Ariston ha riservato una meritata standing ovation anche a Ezio Bosso, pianista, direttore d’orchestra di fama internazionale (ma è anche l’ex bassista degli Statuto) che suona tra Londra e i più prestigiosi teatri del mondo. Bosso è affetto da una malattia neurologica degenerativa che non limita la sua creatività e le sue capacità di musicista. L’intervista con Carlo Conti è stata emozionante come la sua performance al pianoforte. “La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme”, il suo messaggio. E ancora: “noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi”.

IL DISCORSO DI EZIO BOSSO A SANREMO – VIDEO


Ezio Bosso: il discorso a Sanremo di superstarz_com

Ma l’ospite davvero speciale è il pianista e compositore Ezio Bosso, star mondiale affetto da una malattia neurodegenerativa progressiva, che suonerà intorno alle 22.30, (portato a Sanremo da Paola Severini Melograni dell’agenzia per il sociale www.angelipress.com). ).

Come racconta ad Avvenire, il suo salire sul palco dell’Ariston stasera, per cui si dice “emozionantissimo”, sarà anche un atto di coraggio: “Io sono un uomo lento, parlo male, sono timido. Ma dobbiamo rivedere certi modi di pensare e rivalutare la bellezza della lentezza e della fragilità”.

Bosso presenta a Sanremo l’album “The 12th Room” (Egea Music) e lancia il tour nei teatri italiani ad aprile a partire dall’8 a Cagliari, cui segue il 12 Roma, Rimini, Verona, Firenze, Mestre. Il compositore, che collabora con la Royal Opera House di Londra e con la Lituanian Chamber Orchestra di Vilnius, trova però il tempo per dedicarsi agli altri. “Io sono un uomo fortunato – spiega con un grande sorriso – per cui faccio lezioni gratuite per tutti di pianoforte presso il Palazzo Barolo di Torino con il Zusammenmusizieren far musica insieme. Il primo aprile terrò una lezione speciale alle persone affette da neurodiversità”.

 

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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