Alessia Reato, all’Isola con la raccomandazione?

Le stesse voci messe in circolazione quando vinse Veline tornano oggi d’attualità per la sua partecipazione all’Isola dei Famosi. Ma anche se fosse, dove sarebbe il problema?

Alessia Reato

C’è qualcuno che crede che all’Isola dei Famosi si vada per meriti accademici o per manifesta superiorità rispetto ad altri famosi e famose. Ma la storia dell’Isola ci ha insegnato che non sempre è necessario essere davvero famosi per finire a spaccare cocchi su una spiaggia caraibica cercando di non farsi sbranare dai mosquitos nelle pause tra una prova leader e una prova sopravvivenza. Come ben sappiamo per diventare famosi in molti casi non serve nemmeno essere in possesso di chissà quali doti, non l’intelligenza, non il talento, forse giusto la bellezza.

Alessia Reato all’Isola dei Famosi Le foto hot dell’ex velina

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ALESSIA REATO NAUFRAGA RACCOMANDATA? – Senza dubbio Alessia Reato rientra nella categorie delle belle non eccessivamente famose: la venticinquenne aquilana è nota soprattutto per essere stata la velina mora di Striscia la Notizia nella stagione 2012-2013. La ragazza aveva ottenuto la parte (assieme alla bionda Giulia Calcaterra) dopo aver vinto il concorso per aspiranti veline nell’estate del 2012. Dagospia però oggi riferisce che non è per quel motivo che la bella Alessia si troverebbe sull’Isola quest’anno:

A Cologno Monzese si sussurra che l’ex velina Alessia Reato debba la sua partecipazione all’Isola dei Famosi a papà. Pare che Alessia sia figlia di un imprenditore la cui azienda investe in pubblicità su Mediaset. Papà-Reato sarebbe anche uno dei migliori amici di Silvio Berlusconi.

Se davvero così fosse saremmo forse di fronte a nuove definizioni del concetto di imbarazzo. In fondo abbiamo sempre saputo che l’unico vero criterio per naufragare sull’Isola era quello di avere un agente sufficientemente squalo da saper contrattare con gli autori una partecipazione onorevole. In alternativa si doveva essere così disperati da essere disposti a mettere la propria permanenza e la propria carriera completamente nelle mani della produzione che a quel punto ne avrebbe fatto ciò che avrebbe preferito in nome dell’audience. Una sorta di sacrificio umano insomma. Ad onor del vero però la storia della raccomandazione della Reato non è proprio una novità. Voci del genere avevano preso a circolare nel 2012  (riprese al solito da Dagospia) dopo la sua vittoria a Veline. All’epoca si parlò delle pressioni del padre Marco imprenditore aquilano, l’uomo che ha portato in Italia il marchio di aspirapolvere Kirby (per il quale è stato direttore generale prima di fondare. Quegli oggetti venduti a migliaia di euro con un sistema di vendita porta a porta piramidale che molti definiscono una truffa per i dipendenti del gruppo. Anche allora si fece riferimento all’amicizia tra Silvio Berlusconi (che era Presidente del Consiglio) e Marco Reato, al punto che molte testate dell’Interwebs riportano la notizia – non confermata – che Marco Reato aveva offerto al premier in occasione del G8 dell’Aquila la sua villa con piscina non lontano da Coppito.

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Non ci sono ovviamente prove della raccomandazione, ma il fatto che la storia si riproponga con le stesse modalità con le quali venne raccontata nel 2012 ci fa pensare che si tratti piuttosto di una zuppa riscaldata. Del resto farsi raccomandare per andare all’Isola è così trash che non potrebbe essere considerato un crimine nemmeno se fosse qualcosa punito dalla legge (e non lo è).

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