Le storie delle vittime degli attentati di Bruxelles

Léopold, Adelma, Olivier i primi nomi delle vittime degli attentati dell’ISIS nella capitale belga. Centinaia i feriti e decine i dispersi dei quali le famiglie non hanno più notizia. Tra loro anche l’italiana Patricia Rizzo

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La storia degli attentati di Bruxelles non è solo quella dei terroristi che li hanno portati a compimento e di quelli che sono in fuga, ricercati dalle polizie di mezza Europa è soprattutto la storia delle vittime e di coloro che sono riusciti a scampare alla morte. Destini personali spezzati dalla furia e dall’odio che i jihadisti dello Stato Islamico vogliono seminare nel nostro continente. In queste ore il numero dei morti è arrivato a 31, oltre duecento i feriti, di quasi tutti non si conosce l’identità e ci sono molte persone disperse delle quali le famiglie e gli amici non hanno più notizia.

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Adelma con il marito (fone: Facebook.com)

ADELMA TAPIA RUIZ – Adelma Tapia Ruiz, 37 anni, è la prima vittima confermata.  Adelma era una donna peruviana che si trovava nell’aeroporto di Bruxelles al momento dell’esplosione. Era assieme al marito – un cittadino belga – e alle due figlie, due gemelline di quattro anni Maureen e Alondra. L’uomo e le due bambine sono riusciti a salvarsi, solo perché quando il kamikaze si è fatto saltare in aria era uscito con le due bambine che sono rimaste solo lievemente ferite mentre per la donna – rimasta all’interno – invece non c’è stato nulla da fare. La famiglia si accingeva prendere un volo per New York dove si sarebbe riunita con i parenti.

Cher(e)s Etudiant(e)s,J’ai l’immense tristesse de vous informer du décès de Léopold HECHT, étudiant du deuxième bloc…

Posted by Université Saint-Louis – Bruxelles on Wednesday, 23 March 2016

I DUE CITTADINI BELGI RIMASTI UCCISI – Le autorità hanno reso note le generalità delle prime due vittime di origine belga: si tratta di Leopold Hecht un ventenne studente di legge a Bruxelles rimasto ferito durante l’attacco alla stazione di Malbeek e deceduto nella notte in ospedale a causa delle gravi ferite che aveva subito. Heckt è stato autore di un articolo sulla riforma della giustizia

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La seconda vittima è Olivier Delespesse ucciso alla stazione della metro.

Attentats: tristesse profonde d’apprendre qu’un agent de la FW-B est décédé hier dans le métro bruxellois. Nos pensées vont à sa famille et ses proches

Posted by Fédération Wallonie-Bruxelles/Officiel on Wednesday, 23 March 2016

Secondo il sito belga RTBF.BE tra le vittime ci sarebbero anche dei cittadini di origine marocchina, a confermarlo sarebbero delle fonti diplomatiche dell’ambasciata del Marocco in Belgio. Si tratterebbe di una donna, le cui generalità non sono state rese note, deceduta a Malbeek e di altri quattro marocchini rimasti feriti all’aeroporto.

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L’appello di Massimo Leonora, cugino di Patricia Rizzo

L’ITALIANA SCOMPARSA E I TRE FERITI – Questa mattina è stata diffusa la notizia secondo la quale una nostra connazionale, Patricia Rizzo, ex dipendente EFSA (un ufficio di una Commissione UE) che potrebbe essere nella lista delle persone scomparse dopo l’attentato alla stazione della metropolitana di Malbeek che è poco distante dalla sede dell’Europarlamento. Non è stato reso noto se la donna sia tra le vittime o tra i feriti. La notizia non arriva da fonti ufficiali (che si sono limitate a dire che stanno verificando la situazione) ma dai parenti della donna che sui social network hanno diffuso un appello per ritrovarla nella speranza che la Rizzo sia tra le 270 persone rimaste ferite nel duplice attentato di ieri. Secondo l’ultimo aggiornamento di stato su FB del cugino della Rizzo la famiglia si sarebbe recata all’ospedale di Neder dove forse la donna potrebbe essere stata ricoverata oppure dove la polizia starebbe effettuando il riconoscimento delle salme delle vittime. Ma l’ultimo aggiornamento risale a cinque ore fa. Tre gli italiani feriti dei quali si sa che sono vivi, si tratta di Chiara Burla, 24 anni, studentessa originaria di Borgosesia (Vercelli), Marco Semenzato, architetto padovano da nove mesi residente in Belgio dove lavora come  consulente al dipartimento educazione e cultura della commissione europea e  Michele Venetico, figlio di immigrati siciliani e dipendente dell’aeroporto di Bruxelles. Chiara si trovava sul convoglio dove è detonato il secondo ordigno, all’ANSA la ragazza ha raccontato i drammatici istanti dell’esplosione:

Stavo andando a fare lezione. Ho preso la metro alle 9. Era piena di gente, chi andava al lavoro, turisti. Una giornata normale. Ad un certo punto – questo il racconto della giovane – nei pressi della fermata di Maalbek, l’inferno. Non so se eravamo già arrivati: il treno comunque era fermo. Io ero vicino alla porta opposta alla banchina, dal lato dei binari.  Stavo guardando verso la coda del treno. Ad un tratto ho visto e sentito l’esplosione. Prima un boato, poi si sono spente le luci, tutto è diventato scuro. Il treno sobbalzava. Siamo stati tutti scaraventati a terra dall’energia dello scoppio. Le porte del vagone sono saltate via ed una mi è finita addosso. C’era il panico. Tutti urlavano, cercavano di fuggire. Ero frastornata, ferita. Non ho capito subito cosa stava succedendo. Ho sentito un rumore forte nell’orecchio, mi sono ritrovata a terra, con la porta addosso. Non capivo. Mi dicevo: ‘c’è stata un’esplosione, non può essere. Assurdo’. In questi casi pensi sempre che a te non possa mai succedere, invece…

Marco era appena sceso dal convoglio e si stava recando al lavoro non ha idea di perché sia vivo, ipotizza che forse lo zainetto con il computer che teneva sulle spalle gli abbia fatto da scudo

Ero appena sceso dalla metro  e avevo fatto appena due gradini della scale per uscire. Eravamo una cinquantina. Io ero davanti. All’improvviso ho sentito un boato. Ho visto un bagliore. Ho capito subito che era un attentato, ma non volevo crederci. Ho pensato che stavo per morire. Sono stato spinto in avanti ma non sono caduto. Penso mi abbia protetto lo zaino che avevo con me. Ho cominciato a correre verso l’uscita. Appena fuori c’erano degli oggetti caduti ma assieme a un’altra persona li abbiamo spostati

Michele invece era all’aeroporto dove ieri mattina si trovava al desk della Swissport:

È stato l’inferno  i muri e parte di tetto sono venuti giù, i vetri sono andati in frantumi. Eravamo terrorizzati. Abbiamo cominciato a urlare, piangere e ci siamo rifugiati nell’ufficio che si trova dietro alla biglietteria che è rimasto in piedi

Tra i feriti ci sarebbero anche tre funzionari della Commissione Europea che non sono ancora stati identificati.

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I DUE FRATELLI DI NEW YORK – Alexander Pinczowski e sua sorella Sascha erano all’aeroporto di Bruxelles martedì mattina. Stavano chiamando a casa, a New York, per avvertire che erano in procinto di imbarcarsi per tornare a casa quando l’interlocutore ha sentito un forte boato e la comunicazione si è interrotta. Di Alexander e Sascha non si sono più avute notizie e la famiglia, in America, teme per il peggio. Tra i feriti ci sarebbe anche un militare americano e la sua famiglia, anche loro si trovavano a Zavenem. Anche del cinquantunenne britannico David Dixon non si hanno più notizie, l’uomo in passato ha lavorato per la British Airways ma gli amici temono possa essere tra le vittime dell’esplosione della metropolitana.

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Il missionario mormone Mason Wells

I MISSIONARI MORMONI – Sono feriti in modo grave anche tre dei quattro missionari mormoni che si trovavano all’aeroporto. Il quarto missionario, la francese Fanny Rachel Clain che avrebbe dovuto prendere l’aereo per tornare in Francia ed era stato accompagnata a Zaventem dai tre colleghi è invece ferita in modo lieve. Nel gruppo spicca il nome del diciannovenne Mason Wells che è scampato già ad altri due attentati terroristici. Il ragazzo era infatti a Parigi a novembre 2015 e si trovava a poche centinaia di metri dal luogo dove esplose la bomba della maratona di Boston il 15 aprile 2013. Forse è grazie all’esperienza di Boston che Mason è riuscito a rimanere calmo e a mantenere il sangue freddo.

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Sebastien Bellin

IL GIOCATORE DI BASKET SEBASTIEN BELLIN – Tra i feriti fotografati all’aeroporto c’è anche il giocatore di basket (ed ex dell’Aurora Basket Jesi) Sebastien Bellin, cittadino belga di origine brasiliana ferito alla gamba e al fianco dalle schegge. Secondo quanto racconta il padre John l’uomo sarebbe in buone condizioni, la forza dell’esplosione è tale da averlo sollevato in aria scaraventato a terra a diversi metri di distanza, stiamo parlando di una persona alta circa due metri.

UPDATE!! Karen has been found in hospital. Thanks everyone for sharing!!! It helped a lot. It’s not necessary to share…

Posted by Katleen Brusselmans on Tuesday, 22 March 2016

GLI APPELLI PER LE PERSONE SCOMPARSE – Molte ancora sono le persone disperse, non Karen Brusselmans che è stata fortunatamente ritrovata, viva, in ospedale. Non così è successo per le decine di persone disperse dei quai parenti e amici non hanno saputo più niente. Il cittadino indiano Raghavendran Ganesan è disperso da martedì mattina, l’ambasciata indiana e le autorità locali hanno cercato invano negli ospedali e al telefono l’uomo non risponde.

Hello.My brother, Raghavendran Ganesan, is missing since morning because of the explosion today. I have talked with…

Posted by Chandrasekar Ganesan on Tuesday, 22 March 2016

Anche la disegnatrice e illustratrice svedese Johanna Atlegrim che probabilmente si trovava nella metro risulta tra le persone scomparse.

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Sul convoglio o nei pressi della stazione si trovavano anche Aline Bastin

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Sempre in metropolitana c’erano Loubna Lafquiri, Sabrina Fazal e Yves Ciyombo Cibuabua, casomai servisse una prova che il terrorismo dell’ISIS non colpisce solo gli europei ma anche i cittadini di origine straniera.

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