La protesta in “topless” contro Hermès

Tre animaliste inglesi della PETA hanno inscenato una manifestazione contro la casa di moda francese, colpevole di torturare gli struzzi usati per fare le Birkin Bag. Ma la Maison smentisce ogni accusa

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Ogni volta che leggo la notizia di un’azione di protesta fatta a tette al vento non so mai se è una protesta animalista o se sono le FEMEN che protestano contro Putin, il Papa o il patriarcato. In questa stagione poi succede che ci siano molti animalisti ancora inviperiti per le stragi pasquali quindi non sai mai a cosa potresti andare incontro. Ad esempio oggi il tema della manifestazione di quelle della PETA erano le borsette di Hermès fatte – a loro dire – con pelle di struzzo. Che alla fine della fiera (dell’Est) è una specie di gigante pollo, ma manifestare per la palla di pelle di pollo probabilmente non è abbastanza chic.

FASHION VICTIMS – A guidare la protesta delle tre animaliste di fronte allo negozio londinese di Hermès è stata la ventinovenne Jackie Joyce che per l’occasione si è addobbata con una deliziosa sciarpetta fatta con un finto collo di struzzo. A scatenare l’ira della Joyce, che forse non sa che in molte parti del mondo gli struzzi sono allevati esattamente come i polli, è stato un video recentemente diffuso dalla PETA (l’associazione animalista con il più alto tasso di attention whoring del regno animale) nel quale si denunciavano le orribili sofferenze dei piccoli di struzzo allevati per la creazione di una versione delle famose borse Birkin di Hermès, oggetto del desiderio di molte donne.

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Immaginate la sofferenza di protestare per ore con quelle scarpe scomodissime, poverine…

Naturalmente la maison francese ha smentito ogni accusa (similmente a quanto aveva fatto Moncler dopo il famoso servizio di Report) spiegando che le immagini diffuse dalla PETA non fanno riferimento ad allevamenti “di Hermès” che – anche in virtù delle ridotte quantità di pelle utilizzata per la sua produzione – preferisce rivolgersi a concerie sul mercato secondario piuttosto che sostenere i costi di allevamenti industriali. Nella nota della casa di moda francese ribadisce anche che i suoi fornitori sono sottoposti a rigorosi controlli sulla qualità del trattamento degli animali utilizzati per la produzione di pellami.

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Vabbè c’era più topless all’Isola dei Famosi

La PETA ha replicato alla dichiarazione di Hermès dicendo di avere le prove che l’allevamento delle torture filmate nel video diffuso nei giorni scorsi è uno dei principali fornitori di case di moda come Hermès e Prada. Prove che però non sono ancora state pubblicate.

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