La casa degli orrori di Detroit

All’interno di un’abitazione la polizia ha trovato una donna con un collare legata ad un palo, è una delle quattro “mogli” di Ryon L. Travis, accusato di sfruttamento della prostituzione e pedofilia

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Il trentaduenne Ryon L. Travis non sarà magari all’altezza dei crimini commessi da Josef Fritzl ma di sicuro si è impegnato parecchio per non farcelo rimpiangere. Quando infatti gli agenti di polizia hanno fatto irruzione nella sua abitazione, con un mandato di perquisizione per frode e furto d’identità (Travi aveva utilizzato i dati della carta di credito di un’altra persona per spendere decine di migliaia di dollari) non hanno potuto credere ai loro occhi. Legata ad un palo tramite un collare chiuso da un lucchetto c’era infatti una giovane donna di venticinque anni che ha spiegato di essere una delle quattro schiave sessuali (o “mogli”) dell’uomo e che era stata incatenata per punizione.

TRAVIS E LE SUE QUATTRO MOGLI – La ragazza ha raccontato di conoscere il suo aguzzino fino da quando aveva 19 anni e ha spiegato che Ryon L. Travis la teneva segregata, assieme ad altre tre donne, da un anno e mezzo all’interno dell’abitazione che in realtà, spiega il Washington Post, si trattava più di un bordello. Travis infatti era solito vendere i servizi delle sue “mogli” on line al miglior offerente. Se le donne però non mostravano di voler accondiscendere alle sue richieste (che potevano andare dal ballare sul palo fino agli atti sessuali) l’uomo le costringeva con la violenza, picchiandole e legandole agli strumenti di tortura improvvisati. Oltre alle “schiave” la polizia nella casa ha trovato anche alcuni telefoni cellulari al cui interno erano stati memorizzati video e foto a carattere pedopornografico. In particolare nello sfondo di alcuni scatti – riferiscono gli inquirenti – si potrebbe riconoscere proprio l’abitazione di Travis. Il sospetto è quindi che l’uomo non solo collezionasse ma fosse anche autore (ed attore) dei video e degli scatti fotografici pedopornografici rinvenuti nella casa degli orrori. In tribunale però Ryon L. Travis ha negato ogni addebito sostenendo di non riconoscere l’autorità del Governo federale degli Stati Uniti e chiedendo di essere rimesso subito in libertà perché lui era un cittadino libero che non doveva essere sottoposto al giudizio di uno stato al quale ritiene di non appartenere. Naturalmente il giudice non ha ritenuto valide le argomentazioni dell’imputato che è ora detenuto in attesa di giudizio.

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