La lezione di Morgan ad Amici 15

C’era una volta un ragazzo chiamato pazzo e diceva sto meglio in un pozzo che su un piedistallo, o era una cattedra?

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C’era un tempo in cui ad Amici i cantanti erano costretti a sorbirsi le pretenziose e pseudo-deliranti lezioni di Alex Braga su interpretazione, provocazione e dubbio. In molti su Twitter si chiedevano a cosa servissero. Oggi lo sappiamo. Il Maestro Braga, luce dell’ispirazione, non era altro che l’araldo di Morgan, al secolo Marco Castoldi, che del talent di Maria De Filippi è il quarto giudice e che oggi è salito in cattedra per spiegare ai ragazzi il cantautorato.


La lezione di Morgan a Amici di superstarz_com

DA TENCO A TECNO, IL NUOVO CORSO DI STUDI DI MORGAN – Morgan, del quale può piacere o non piacere la parabola personale e artistica musicalmente parlando è più di una spanna sopra Braga. Innanzitutto lui, a differenza di Braga, è un matto vero, non ha bisogno di atteggiarsi a guru perché quel personaggio, quello dell’artista scapestrato e fuori di testa che spara supercazzole infinite l’ha portato lui nei talent (non che l’abbia inventato), è il suo marchio di fabbrica. E oggi gli sfidanti di Amici hanno avuto modo di vedere come Braga sia solo la pallida copia dell’originale. Dimenticate i pisciatoi, dimenticate i mastri buddisti che insegnano il canto atonale, dimenticate le cornette del telefono per sentire l’ispirazione. Morgan arriva e in trenta secondi va oltre Braga. Come? Con una slide (slide, mica un foglio fotocopiato!1), che da Morgan Tecod, frase di chiara etimologia azteca

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HEIL TECOD

rivela tutta la sua potenza quando Marco preme il tasto play Morgan diviene Ragion e Tecod diventa Docet. Morgan è la Ragione (non nel senso del motivo eh) che viene ad insegnare ad Amici la Musica.

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Ma cosa insegnerà Morgan? Il titolo della materia è “Il denaro di Ciampi”. No, non Carlo Azeglio, ma Piero, il (non molto famoso) cantautore. E sono i cantautori i veri eroi della musica italiana, spiega Morgan (che si include nella lista), perché spesso sono persone in grado di vincere la sfida della vita, dell’amore e dell’arte. Ed è proprio il lavoro artistico che riesce a salvare gli uomini e le donne di talento dalla follia. Perché il genio senza l’opera produce la follia. La sofferenza se lasciata da sola produce solo dolore, ma se messa in moto crea qualcosa che si svincola dalle convinzioni dalle pose e dalle posizioni del suo tempo (tanto per citare Morgan). Ma la lezione di Morgan non si conclude con l’illustrazione dell’exemplum di Piero Ciampi o di Bindi e degli altri cantautori. Morgan non assegna nemmeno compiti senza senso, lui affida canzoni. E così i cantanti delle due squadre si trovano “affidati” dei pezzi dei cantautori sui quali lavorare e da utilizzare nel momento di necessità. Questi gli abbinamenti: Elodie-Ciampi, Lele-Endrigo, i La Rua-Bindi e Sergio Tenco. Chiara non si sa, ma lo sapremo presto.

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