Joanna Giannouli: Ecco com’è nascere senza la vagina

Joanna racconta: “Sono nata con una vagina non funzionante e i dottori hanno dovuto farmene una per poter fare sesso”

joanna

Quando Joanna Giannouli aveva 14 anni e non aveva ancora avuto le sue prime mestruazioni, sua madre ha iniziato a preoccuparsi e l’ha portata a far visitare da un dottore. Joanna si rifiutò di farsi esaminare (non voleva che venissero toccate le sue parti intime) e così due anni dopo, all’età di 16 anni, tornò a farsi visitare in ospedale. Le venne diagnosticata la sindorme di Rokitansky, una malattia genetica per cui le donne nascono senza vagina o utero.

Quando abbiamo visto il dottore mio padre ha messo la facciata da coraggioso, mentre mia madre non l’ha presa molto bene. Non ne abbiamo parlato per i primi cinque anni, non riuscivo a farlo. Mi sentivo distrutta e incredibilmente debole. Mia madre credeva di aver fatto qualcosa di sbagliato durante la sua gravidanza ed ho dovuto spiegarle che lei non c’entrava niente, era solo colpa dei geni.

La sindrome di Rokitansky colpisce una donna ogni 4.500 nascite femminili, e la maggior parte delle donne, proprio come Joanna, non se ne rendono conto fino a quando non hanno il ciclo e non riescono a rimanere incinta Il primo sintomo di questa sindrome è proprio non vedere arrivare le mestruazioni quando ormai si è entrate nella pubertà. Il sesso non è sempre possibile, perché il canale vaginale nelle donne con questa sindrome è molto più corto. Nel caso di Joanna, i dottori hanno creato una vagina apposta per lei all’età di 17 anni.

Sono nata con una vagina non funzionante e i dottori hanno dovuto farmene una per poter fare sesso. Sono stata in ospedale per due settimane e almeno tre mesi stesa a letto, non potevo proprio alzarmi. Ho dovuto fare degli esercizi vaginali per espandere il mio nuovo tunnel vaginale.

Inizialmente il sesso era doloroso, perché la vagina creata dai dottori era “stretta e piccola”, ma grazie agli esercizi e all’abitudine, la sua vita sessuale è diventata più sana, ma è comunque stato difficile per Giannouli mantenere una relazione.

Non ho potuto avere relazioni stabili per molti ani per colpa di questa sindrome. Ti ruba la felicità, la tua sanità mentale, le tue possibilità di avere una relazione normale e felice. Ti lascia con un vuoto che non può essere riempito, ma ti riempie di rabbia, senso di colpa e vergogna.

Joanna ha raccontato che la parte più dolorosa di tutto il processo non è stata l’operazione chirurgica, ma quando il suo fidanzato ha rotto il fidanzamento dopo aver scoperto della sua condizione. “Appartiene al passato” ha detto Joanna a Cosmopolitan, ora è innamorata e felice. “Sapeva dall’inizio della mia condizione e gli stava bene. Anche a me sta bene. Sono fortunata”.

Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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