Prince, l’Aids e la storia dei testimoni di Geova che si curano con la preghiera

Secondo un tabloid americano Prince era malato di AIDS e avrebbe rifiutato le cure perché questo prescrivono i Testimoni di Geova. Ma le cose non stanno proprio così

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La notizia pubblicata dal National Enquirer ha fatto subito il giro del Mondo. Secondo alcune fonti anonime della rivista molto vicine all’entourage del cantante, deceduto la settimana scorsa all’età di 57 anni, la causa della morte di Prince sarebbe stata l’AIDS. L’Artista avrebbe contratto l’HIV negli Anni Novanta ma solo negli ultimi mesi avrebbe sviluppato l’AIDS e le sue condizioni di salute si sarebbero aggravate drasticamente.

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PRINCE ERA PRONTO A MORIRE – Negli ultimi tempi – rivela l’Enquirer – Prince era arrivato a pesare poco più di 36 chili, mangiava poco e quando lo faceva vomitava subito e la sua situazione generale era tutt’altro che buona. A quanto pare infatti Prince – che era un fervente Testimone di Geova – avrebbe rifiutato di curare la sua malattia con i farmaci ma avrebbe fatto affidamento unicamente solo sul potere terapeutico della preghiera. Gli informatori aggiungono che Prince da diverso tempo si stava preparando a morire convinto che solo Dio avrebbe potuto salvarlo. La morte sarebbe sopraggiunta in seguito ad un’influenza che avrebbe avuto la meglio sull’organismo già fortemente debilitato dal virus. In particolare però stupisce quel riferimento al fatto che in quanto Testimone di Geova (Prince si era convertito nel 2000) l’Artista rifiutasse le cure, e questo per due motivi: il primo è che non sembra essere scritto da nessuna parte che è vietato ai TdG di seguire le terapie per l’AIDS né è imposto di curarsi unicamente con la preghiera (diversa invece è la controversa posizione sulle trasfusioni di sangue ma non è questo il caso). In secondo luogo perché altre fonti, ovvero gli addetti alla vendita di una farmacia dove pare Prince si rifornisse, riferiscono che il cantante è stato visto spesso fare la spesa e acquistare medicinali che pare fossero destinati alla terapia dei malati di AIDS. Ammesso e non concesso che Prince fosse davvero malato di AIDS (non è un’ipotesi peregrina visto che la sua ex-moglie Vanity morta qualche mese fa ha avuto gravi problemi di dipendenza dal crack) non sembra quindi credibile che avesse deciso di curarsi con la preghiera perché “Testimone di Geova”. Forse si saprà qualcosa di più tra qualche settimana quando si concluderanno gli esami tossicologici e l’autopsia sul cadavere del cantante, che nel frattempo è stato cremato.

LA FINE DEL PATRIMONIO DI PRINCE – Diversa invece è la questione relativa all’eredità di Prince che come è noto non aveva eredi e non ha lasciato un testamento scritto (alquanto strano per una persona che “si preparava a morire”). A quanto pare l’eredità sarà suddivisa tra la sorella Tyka, due sorellastre e un fratellastro ma sembra che l’ex-amante e collaboratrice di Prince – Sheila E. – avrebbe approcciato Tyka per proporsi come amministratrice del catalogo musicale di Prince in modo che la sua eredità artistica non vada perduta. Anche su quel fronte quindi la vicenda è tutt’altro che conclusa.

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