I quadri viventi di Caravaggio a Italia’s got talent

Quelli che vedi non sono quadri di Caravaggio: sono quadri viventi di Caravaggio, incredibili illusioni ottiche che hanno lasciato tutti a bocca aperta a Igt

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Quando Angelo si presenta sul palco di Italia’s got talent nessuno dei giudici immagina che dopo pochi istanti rimarrà a bocca aperta. Angelo viene da un piccolo paese in provincia di Potenza, Avigliano, per mostrare i quadri viventi di Caravaggio. Ecco il video:

I quadri viventi di Caravaggio a Italia’s got talent

I quadri viventi di Caravaggio a Italia’s got… di superstarz_com

Non c’è neanche un particolare sbagliato nell’esibizione dei compagni di Angelo: luci, costumi, trucco, pose ed espressioni dei figuranti sono perfette e riproducono in modo incredibile i dipinti di Caravaggio. Dei veri e propri quadri viventi che alla fine si muovono dimostrando di essere persone vive sotto gli applausi scroscianti del pubblico che invoca (invano) il golden buzz di Luciana Littizzetto.

COSA SONO I QUADRI VIVENTI DI AVIGLIANO – Qualche informazione sull’origine e sulla storia dei quadri viventi di Avigliano che hanno lasciato a bocca aperta il pubblico di Italia’s got talent:

I quadri plastici di Avigliano sono una rappresentazione vivente di scene storiche, mitologiche, sacre, immaginarie o di capolavori dell’arte. Le prime notizie storiche risalgono attorno agli anni venti, verosimilmente, però più antica prende origine dalla processione della “nave”, una costruzione di legno,rivestita di carta colorata, al centro la statuetta del Santo. La “nave” o anche “i Turchi” come ricordava la novella “Fanatica vendetta barbara” dal libro “ A piè del Carmine” scritto nel 1903 dal magistrato e letterato Tommaso Claps. Un corteo che ricorda, con il simbolismo della religiosità popolare, le incursioni saracene avvenute nella Lucania, impersonate dal “Gran Turco” capo degli invasori e il miracoloso intervento del Santo protettore, che difende le popolazioni inermi. La “nave” era portata a spalla e preceduta da uomini travestiti da turchi e da bambini che reggevano lampioncini veneziani. La navee ra seguita da carri trainati da cavalli e muli sui quali erano allestiti dei“quadri”, detti plastici, perché riproducevano soggetti di arte sacra e storica, interpretati da giovani, che ad ogni sosta dei carri assumevano quella rigidità statutaria che conferiva la tridimensionalità dell’opera d’arte rappresentata. Dopo alcuni anni di oblio, la tradizione è stata ripresa dalla Pro Loco di Avigliano, dal 1990 interrottamente, sempre a tema religioso,scegliendo quadri che ne rappresentassero simbolicamente il messaggio. La manifestazione prevede anche dei premi che la giuria, sulla base di diversi elementi, come la fedeltà al soggetto anche nei particolari quali costumi,acconciature, somiglianza dei volti, la scenografia, il gioco delle luci per creare l’atmosfera dell’opera, e la rigidità dei personaggi per tutto il tempo di esposizione. La creazione dei “quadri viventi” perché tali sono è assegnata a gruppi ed associazioni selezionate in base a requisiti indicati dalla ProLoco e realizzano un’opera da loro scelta, guidati da un direttore artistico e affiancati da figure professionali quali, scenografi, pittori, tecnici delle luci. Nata dalla tradizione degli artigiani aviglianesi, che si sfidavano tra loro nel realizzare il più bel quadro plastico, dal 1990 la manifestazione ha subito una continua evoluzione, dalla scelta dei quadri a tema all’accompagnamento musicale durante la rappresentazione, in modo da creare un’atmosfera magica che coinvolge ancor prima che il sipario si innalzi ed il pathos di un’opera d’arte vivente, con la sua plasticità, i suoi colori e luci susciti emozioni negli spettatori.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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