Come si è evoluta la musica?

O meglio: come si sono evoluti i gusti musicali? E quand’è che abbiamo smesso di fare bella musica? Ce lo spiega Polygraph che ha messo in fila le hit degli ultimi sessant’anni.

polygraph evoluzione della musica - 1

The day the music died è un’espressione – inventata da Don McLean in American Pie – che fa riferimento ad uno dei giorni più tragici della musica rock. Il 3 febbraio 1959 Buddy Holly, Ritchie Valens (autore de La Bamba), and J. P. “The Big Bopper” Richardson morirono in un incidente aereo in Iowa quando il loro aereo si schiantò al suolo.

polygraph evoluzione della musica - 2

Quel giorno il mondo perse uno degli artisti più geniali del rock ‘n roll ma la musica – fortunatamente – non morì. Però non c’è dubbio che in molti si chiedano quando è che la musica leggera contemporanea abbia iniziato a non piacere più (o a fare schifo al cazzo come si usa dire in ambiente accademico). Davvero c’è stato un momento in cui tutte le canzoni in cima alla classifica delle vendite erano tutti capolavori assoluti mentre ora siamo costretti a sorbirci solamente i talenti usciti da Amici e Justin Bieber? Per porre fine a questa annosa diatriba quelli di Polygraoh hanno pensato bene di mettere online uno strumento che ci consente di ripercorrere la storia delle classifiche musicali e scoprire, ad esempio, che negli anni Sessanta non sempre i Beatles o Jimi Hendrix (anzi, quasi mai) erano in cima alle classifiche. Ma ciononostante la qualità delle hit sembra essere notevolmente superiore a quella attuale. Il progetto, che consente di visualizzare le prime cinque hit del periodo tra il 1956 e il 2016, ci aiuta a capire che forse la musica delle classifiche non è mai stata completamente “buona” e mai del tutto orrida.

polygraph evoluzione della musica - 3

Dipende – ovviamente – dai gusti, ma non trovare Dark side of the Moon in classifica nel mese (e in quelli successivi) nel quale venne pubblicato, non trovare tanti capolavori di David Bowie è un utile esercizio per concludere che – oggi come allora – le classifiche non servono poi a molto. Spesso i dischi migliori, quelli considerati veri e propri diamanti pazzi, non vendono tantissimo e subito (DSOM ne è un esempio lampante, visto che ha venduto complessivamente 25 milioni di copie) ma continuano a farlo nel tempo. Altri dischi – quelli definiti seminali – in classifica nemmeno ci entrano (la nascita del punk o della musica elettronica? le charts non se ne sono nemmeno accorte) ma riescono a produrre cambiamenti clamorosi nel modo di approcciarsi alla musica e favoriscono la nascita di nuove modalità d’espressione musicale.

0 commenti per “Come si è evoluta la musica?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Rubriche