Il bambino di Navigator è stato arrestato per aver tentato una rapina in banca

La star Disney Deleriyes Joe Cramer è stato arrestato per aver provato a rapinare una banca ed essere scappato dalla polizia. L’attore 42enne conosciuto per aver interpretato David Scott Freeman nel film del 1986 “Navigator”

Navigator

La star Disney Deleriyes Joe Cramer è stato arrestato per aver provato a rapinare una banca ed essere scappato dalla polizia. L’attore 42enne conosciuto per aver interpretato David Scott Freeman nel film del 1986 “Navigator”. La polizia ha affermato che un uomo con una bandana e degli occhiali da sole è entrato nella Scotiabank in Sechelt ed ha chiesto soldi. Come riporta il Mirror, l’attore è riuscito a scappare dalla scena del crimine, ma è stato identificato tramite le telecamere di sorveglianza. “Nonostante ci sia scappato durante la rapina è stato rapidamente identificato da uno dei nostri agenti. Ora è in custodia presso le nostre autorità per accertarsi se sono state usate armi durante la rapina”.

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NAVIGATOR: IL FILM CON DELERIYES JOE CRAMER – E pensare che nel 1986, Deleriyes Joe Cramer, era solo un bambino nel famoso classico “Navigator”.

Fort Lauderdale (nei pressi di Miami), 4 luglio 1978. David Scott Freeman, un ragazzino di 12 anni, mentre rincorre il suo fratellino in un bosco, scivola in un anfratto e sviene. Quando si riprende corre subito a casa, ma scopre con immenso stupore che casa sua è ora abitata da persone a lui sconosciute. Avvisata la polizia, si scopre che i suoi genitori (che nel frattempo si erano trasferiti) ne avevano denunciato la scomparsa 8 anni prima. David infatti scopre di non essere più nel 1978 ma nel 1986! Il suo aspetto, però, è rimasto inspiegabilmente quello di un ragazzino in età pre-adolescenziale. Nel frattempo poco lontano viene trovata dalla NASA un’astronave che si è schiantata contro un palo della luce e viene nascosta in un hangar per essere studiata. Durante un test encefalografico effettuato su David, il cervello di quest’ultimo inizia a comunicare in modo inconscio con il computer che effettua l’esame, mostrando progetti di costruzione dell’astronave trovata dalla NASA.

A causa di questa interessante coincidenza, David viene “ospitato” dalla NASA a scopo di ricerca. Durante il primo esame, effettuato interfacciandosi direttamente al cervello di David, si apprende che il ragazzo è stato trasportato a velocità prossima a quella della luce sul pianeta Phaelon per essere analizzato dagli alieni, e riportato indietro alla medesima velocità. La teoria della relatività spiega come, sebbene il suo viaggio sia durato poche ore dal suo punto di vista, sulla Terra siano passati 8 anni. La mente di David fornisce anche una dettagliata mappa del sistema stellare in questione.

Dopo pochi giorni, seguendo il suo istinto, David riesce a eludere la sorveglianza e a penetrare nell’hangar dove è custodita la nave spaziale. Parlando con la navetta (dotata di una austera intelligenza artificiale) il ragazzino scopre di essere stato chiamato in quanto, a seguito di un incidente avvenuto sulla Terra subito dopo averlo rilasciato, la nave necessita delle mappe stellari “caricate” nel cervello di David durante il breve soggiorno su Phaelon.

A questo punto il personale della NASA si rende conto della violazione nell’hangar ospitante la nave, e lo occupa militarmente. A seguito di un comando diretto di David, la navetta evade facilmente dall’hangar ove era imprigionata e si allontana dalla base. Iniziano quindi una serie di avventure finalizzate al ritorno di David a casa sua a Fort Lauderdale, in Florida. Durante questo viaggio, la nave spaziale Trimaxion (ribattezzata MAX) estrae le mappe spaziali dal cervello di David e, con esse, tratti caratteristici della personalità del ragazzo, che portano la macchina ad assumere un atteggiamento nettamente più umano e, per molti versi, decisamente infantile. Max spiega a David con sarcasmo di essersi scontrato col palo della luce mentre osservava delle margherite.

Giunti a casa di David, trovano ad attenderlo la NASA accompagnata dall’esercito. Improvvisamente David capisce che, in quel continuum spazio-temporale, la sua esistenza è rovinata, essendo destinato a una vita da cavia di laboratorio. Con una frase molto eloquente (“Voi siete sì la mia famiglia, ma non siete la mia casa: la mia casa è rimasta nel ’78”), David risale sulla nave spaziale. Chiede quindi a Max (la navetta) se può portarlo indietro nel tempo sino alla sera in cui fu prelevato. Max afferma che è possibile, ma estremamente rischioso. David decide di correre il rischio e, dopo un viaggio effettuato probabilmente a velocità superluminale, il ragazzo si ritrova nel medesimo fosso dove era caduto inseguendo il fratello. Correndo a casa, scopre di essere tornato nel ’78 e di aver ripreso la sua vita esattamente come l’aveva lasciata. Nell’ultima sequenza, David vede (e sente) Max mentre sfreccia nel cielo stellato sopra di lui.

Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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